FORLI'

21/09/2018 - 12:59

di ELEONORA VANNETTI

Incarico consulenza esterna, nuovo scontro in Consiglio a Forlì

Peruzzini: «Sindaco e assessore erano a conoscenza di Zanotti?» Sanzani: «Eravamo all’oscuro»

Incarico consulenza esterna, nuovo scontro in Consiglio a Forlì

FORLI'. La consulenza esterna affidata da Alea agli avvocati Massimo Beleffi, ex presidente di Livia Tellus, e al consigliere comunale del Partito democratico, Jacopo Zanotti, tiene ancora banco in consiglio comunale (peraltro interrotto per problemi all’impianto acustico della sala e ripreso dopo oltre un’ora) dopo che, lo scorso martedì, fu proprio l’esponente del Carroccio forlivese Daniele Mezzacapo a sollevare la questione. Entrambi gli avvocati hanno fornito un parere su richiesta, in merito alla natura dei rapporti di Paolo Contò con la società in house proprio per il cambio di incarico che è passato da amministratore unico a direttore generale e per il suo ruolo di dipendente di un’altra società, trevigiana, ovvero Contarina. Per questa consulenza sia Beleffi che il consigliere Zanotti hanno percepito 241 euro a testa.

L’affondo

«Io voglio essere certo che l’assessore e il sindaco non fossero a conoscenza di tutto ciò – chiede il consigliere Mario Peruzzini di “Forlì SiCura” –. Oppure, e spero proprio di no, sono stati proprio loro a fare il nome dello studio legale in questione»?.

La replica

A stretto giro di boa arriva la replica dell’assessore all’ambiente, William Sanzani: «Eravamo all’oscuro sui nomi dei professionisti scelti, tanto meno siamo stati noi ad indicarli ad Alea». Una questione, quella della consulenza affidata «direttamente e casualmente» come definita dalla Lega, alla quale lo stesso Jacopo Zanotti aveva già risposto chiarendo che «si trattava di un incarico conferito sulla professionalità in materia giuslavoristica e non per l’appartenenza politica».

Una motivazione che non è piaciuta al consigliere Peruzzini: «È poco indicato che un consigliere accetti un incarico di questo tipo, è il suo lavoro ma avrebbe fatto bene a rifiutare onde evitare coinvolgimenti con l’Amministrazione. Vi lascio solo immaginare cosa sarebbe potuto accadere se ad accettare l’incarico fosse stato un consigliere dell’opposizione».

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