DOVADOLA

01/08/2018 - 06:45

di PIERO GHETTI

Montepaolo, fedeli all’eremo per la “Notte del Perdono”

Alle 21.30 confluiranno sul luogo di culto i partecipanti alle camminate partite da Castrocaro e Dovadola. Chiesa aperta fino a domattina

Montepaolo, fedeli all’eremo per la “Notte del Perdono”

DOVADOLA. Questa notte, in occasione del Perdono di Assisi, l’eremo di Montepaolo eretto nel luogo in cui, fra il 1221 e il 1222, visse per 15 mesi Antonio da Padova, uno dei più grandi santi della cristianità, vivrà la cosiddetta “Notte del Perdono”.

Ritrovo dei fedeli

Alle 21.30, con l’arrivo al luogo di culto dei partecipanti alle camminate di preghiera che prenderanno il via da Castrocaro Terme e da Dovadola, padre Roberto Brandinelli, vicario provinciale dell’Ordine Francescano Minori Conventuali, terrà una riflessione sul significato del Perdono sul sagrato antistante il santuario. Seguirà la celebrazione della messa.

Daniela Ronconi, portavoce del Comitato Montepaolo per Sant’Antonio ma anche valente pianista, eseguirà un’introduzione musicale nella notte in cui la chiesa rimarrà aperta sino al mattino, con la Messa in programma alle 11 del 2 agosto.

Il ritorno

Dopo la ripresa ufficiale, avvenuta il 19 maggio scorso per merito dei Francescani conventuali in accordo con il Comitato Montepaolo per Sant’Antonio, il santuario dovadolese sta ritornando meta di pellegrinaggi da tutt’Italia. «Grazie alla collaborazione di tanti – dichiara la stessa Daniela Ronconi – il fulcro di fede a noi caro sta recuperando l’attenzione che merita». Per tutta l’estate, i Frati Conventuali con casa madre a Padova, che all’eremo sostituiscono i Francescani Minori partiti definitivamente dalla Diocesi di Forlì-Bertinoro il 4 ottobre 2016, celebrano la santa messa alle 17 del sabato e altre due funzioni religiose, alle 11 e alle 17, nelle giornate di domenica e nei festivi, dando anche la possibilità di confessarsi. Sempre la domenica e nei festivi, il Gruppo di Preghiera di Montepaolo allestisce un punto ristoro. Il santuario è ritornato anche luogo di ritiro: le monache Clarisse Urbaniste di Faenza vi hanno appena soggiornato, restituendo così quella connotazione francescana, tipica dei tempi a cavallo del terzo Millennio in cui all’Eremo operava l’indimenticabile padre Ernesto Caroli, anima e mente dei Frati Minori, oltre che fondatore del Coro dell’Antoniano di Bologna.

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