FORLI'

16/06/2018 - 13:33

Unindustria nel caos: primo round ai commissari

Rigettata la richiesta di fermare il rinnovo delle cariche di Assoservizi. Minghetti: «Faremo ricorso»

Unindustria nel caos: primo round ai commissari

FORLI'. Il primo round di un confronto ormai trasferitosi nelle aule dei Tribunali è andato ai commissari che Confindustria nazionale ha inviato a gennaio nella sede di Unindustria provinciale. Il Tribunale delle imprese di Bologna, infatti, lunedì scorso ha respinto il ricorso dell’ex presidente provinciale dimissionario Italo Carfagnini e di Vittorio Croci, condannandoli al rimborso delle spese legali e, esultano i “lealisti”, «evidenziando come non esistano presupposti per il rilascio di un provvedimento cautelare». Quest’ultimo era stato proposto dai “dissidenti” per chiedere che Floriano Botta, il rappresentante legale dell’associazione territoriale scelto tra i probiviri nazionali, non fosse titolato a richiedere la convocazione dell’assemblea di Assoservizi per procedere al rinnovo delle cariche, in attuazione della delibera del Collegio speciale dei probiviri confederali del 26 gennaio. La società di servizi è tuttora diretta da Massimo Balzani, invece licenziato (ma in contenzioso contro il provvedimento ndr) dall’analogo ruolo che ricopriva proprio per Unindustria provinciale. «L’ordinanza del giudice – dicono i probiviri – evidenzia come non esistano i presupposti per il rilascio di un provvedimento cautelare. Sancendo che l’iniziativa di Botta non può generare danni irreversibili, tale da renderne necessario un immediato stop in sede giudiziaria. In particolare il giudice ha stabilito che l’asserita “abusiva” occupazione di Assoservizi da parte di Confindustria nazionale per il tramite del socio di maggioranza Unindustria Forlì-Cesena, la nomina di amministratori espressione di Confindustria ostili ai ricorrenti e altre accuse siano tutti temi argomentati in maniera generica come accadimenti meramente potenziali. Le due delibere impugnate del 18 e del 26 gennaio del Collegio speciale dei Probiviri confederali, poi, sono attualmente valide di efficaci e non presentano vizi invalidanti. Per il giudice i ricorrenti non hanno fornito alcuna prova che il collegio speciale dei probiviri abbia esercitato i poteri in maniera abusiva e scorretta».

«Siamo amareggiati per il giudizio – commenta Stefano Minghetti, presidente (non riconosciuto da Roma ndr) in una lettera inviata ieri agli associati – contro cui faremo ricorso. Nel frattempo aspettiamo le decisioni dei magistrati di Roma e Forlì che riguardano direttamente Unindustria e l’operato di Botta. La disponibilità al dialogo rimane ma la nostra contesa continua».

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