GALEATA

25/02/2018 - 13:28

di MATTEO MISEROCCHI

Minaccia di sparare in piazza, intervengono i carabinieri

Le affermazioni su Facebook per la neve (a suo dire) non spalata hanno creato allarme tra i cittadini del paese

Minaccia di sparare in piazza, intervengono i carabinieri

Hanno suscitato il timore in alcuni cittadini le esternazioni di un galeatese su Facebook. Lamentandosi del fatto di «essere disoccupato mentre i dipendenti comunali sono pagati e non fanno nulla» l'uomo, ha imprecato per le strade del paese a suo dire impraticabili per la neve, inveendo con corollario di bestemmie. Replicando poi a ragazza che lo invitava ad andare lui a spalare, aveva affermato: «Io tra un po' sparo in piazza!! Poi spalate i cadaveri non la neve... E poi a noi mica ci pagano per farlo quelli in comune prendono anche più di 1000 euro». Alcuni galeatesi hanno quindi preso il telefono e contattato direttamente la sindaca Elisa Deo, che come ufficiale di pubblica sicurezza ha coinvolto i Carabinieri che si sono subito occupati della vicenda.

L’intervento della sindaca

«Non potevo non fare la segnalazione – afferma Deo – perché in questo momento contingente la violenza annunciata sul web spesso si trasforma in realtà. Ringrazio i Carabinieri che sono intervenuti prontamente, spiegando all'uomo che quello che ha fatto è un vero e proprio reato, quello di “procurato allarme”. Il messaggio è già stato cancellato, ma molti cittadini si erano spaventati e mi avevano chiesto di intervenire. Era giusto che fosse verificato se la volontà di compiere ciò che si prometteva fosse reale. Per lunedì (domani, ndr) sono stata convocata in Caserma dove potrei formalizzare anche una denuncia per diffamazione, viste le accuse rivolte al Comune ed ai suoi dipendenti, ma non la farò». Il sindaco spera che l'autore delle minacce abbia agito in preda alla rabbia ed abbia già compreso il suo errore. Frasi infelici come queste, dette in un bar in mezzo a conoscenti, possono essere giudicate il frutto di una rabbia momentanea e dimenticate in fretta; scritte su un social network possono diventare qualche cosa di molto più grave e difficile anche da interpretare. «È difficile capire se le parole sono esagerazioni dettate dalla rabbia o sono vere promesse – aggiunge la prima cittadina – in ogni caso mi sembra opportuno fare una riflessione sia sull'utilizzo dei “social”, spesso troppo disinvolto, sia sulla tendenza ad attaccare in maniera aggressiva e del tutto fuori misura i rappresentanti delle istituzioni ed i dipendenti pubblici, pure per futili motivi. Tra qualche mese entreremo in campagna elettorale per la scelta del sindaco e toni di questo genere non devono essere tollerati».

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