FORLI'

23/01/2018 - 12:49

Cantiere del Pardo accusato dai tedeschi di aver copiato

La Hanse Yachts porta in tribunale la casa forlivese: concorrenza sleale per il suo primo scafo a motore che sta andando per la maggiore

Cantiere del Pardo accusato dai tedeschi di aver copiato

FORLI'. “Guerra” a suon di carte bollate fra costruttori di barche di lusso. La “battaglia navale” in questione vede contrapposti a questo giro la storica casa forlivese Cantiere del Pardo (acquisita da un ramo della famiglia di imprenditori cesenati, Trevisani) e il colosso tedesco Hanse Yachts.

L’accusa tedesca

Dopo essere stato presentato al salone nautico di Cannes lo scorso settembre, Pardo 43, il primo scafo a motore della casa forlivese da sempre votata alla vela, è diventato oggetto delle accuse di concorrenza sleale da parte della casa tedesca che un anno prima esatto aveva messo in commercio uno scafo “walk around” simile, il Fjord 42. Secondo il Tribunale di Genova a cui gli stessi tedeschi si sono rivolti, simile al punto da emanare lo scorso 16 gennaio un’ordinanza che per ora stoppa temporaneamente la promozione e la vendita in Italia dello scafo firmato dal costruttore italiano. Ma non è certo finita qui.

Dal Cantiere del Pardo

In via Fratelli Lumière a Forlì, dove il motoscafo di lusso da oltre 700mila euro viene costruito in ogni sua parte, accettano di buon grado di parlare del caso che li vede coinvolti. Perché si dicono assolutamente tranquilli. «Sarebbe un po’ come dire che i suv in quanto tali sono tutti uguali – esordisce con una battuta il general manager Fabio Planamente –, ovviamente non è così. Noi abbiamo comprato il progetto di un architetto navale, Pardo 43 non è confondibile con altri scafi e chi fa acquisti di questo tipo difficilmente comprerebbe banalmente “una copia”. Semplicemente la nostra barca è piaciuta, e anche molto considerato che ne avevamo ipotizzato la vendita di 7/8 esemplari e invece siamo a 30 venduti, di cui 8 solo in Italia».

In tribunale

La notizia che sta facendo il giro delle riviste di settore e finanziarie ed è fin qui confermata dagli stessi interessati, ma non certo conclusa. «Il tribunale di Genova, il secondo a cui la Hanse si è rivolta dopo non aver ottenuto alcunché dai tribunali tedeschi, ha emesso nei giorni scorsi questa ordinanza – spiega ancora Fabio Planamente – dandoci il tempo di controdedurre. Lunedì prossimo presenteremo i nostri documenti dopodiché passati i tempi tecnici, circa 20/30 giorni, ci sarà l’udienza vera e propria in tribunale alla quale andiamo completamente sereni. Questa notizia è uscita in questi giorni crediamo perché eravamo presenti al salone di Dusseldorf, ovvero in casa Hanse. Nel segmento degli yacht di lusso è assolutamente impensabile che si possa acquistare uno scafo per un altro, nel settore non si è mai visto nulla di simile. I tedeschi hanno usato modi molto duri, e noi diciamo anche scorretti, ma stringeremo i denti e andremo fino in fondo, valutando poi il da farsi a nostra volta, il danno che stanno cercando di farci è grave».

Il grande exploit

Per la casa forlivese, una sorta di Ferrari della barca a vela, questa nuova creatura aziendale avrebbe avuto un tale insperato successo che il problema semmai al momento potrebbe essere la difficoltà a rispondere a tutti gli ordini. «Abbiamo assunto personale in più per produrre Pardo 43. Nel 2014 quando siamo ripartiti eravamo in 35, oggi lavorano qui 80 persone tutto l’anno. Abbiamo chiuso due anni di esercizio in attivo, quest’anno andremo oltre le aspettative – conferma il general manager –. In pochi anni siamo tornati a splendere». E in cantiere per il prossimo futuro ci sarebbe già un secondo scafo, anche questo non più a vela ma a motore, ancora più grande di Pardo 43.

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