FORLI'

18/01/2018 - 12:12

di LAURA GIORGI

Rifiuti da fuori, in arrivo 60 tonnellate al giorno

Lo ha deciso la Regione in seguito allo stop del Tar alla discarica di Imola. Drei: «Solo per 10 giorni». Ma scatta la protesta di ambientalisti e quartieri

Rifiuti da fuori, in arrivo 60 tonnellate al giorno

FORLI'. Sessanta tonnellate al giorno per un tempo limitato, dicono gli uffici dell’assessora regionale all’Ambiente Paola Gazzolo. Per massimo dieci giorni dice il sindaco Drei, mentre dalla Regione il dettaglio temporale non lo specificano. Sono i rifiuti urbani indifferenziati che già da inizio settimana la Regione ha deciso di dirottare all’inceneritore Hera di Forlì, dal momento che la discarica Tre Monti di Imola non può più accoglierli dai comuni di Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Riolo Terme e Solarolo. È la prima conseguenza del no del Tar alla sopraelevazione della discarica stessa.

La decisione della Regione

Stoppato l’impianto imolese per effetto della sentenza, la giunta Bonaccini ha stabilito di destinare parte dei rifiuti da smaltire ai due termovalorizzatori più vicini alla discarica imolese, ossia quello di Forlì e quello del Frullo a Granarolo bolognese (che a sua volta sarà il riferimento per i comuni di: Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Del Rio, Castel San Pietro Terme, Castel Guelfo, Dozza, Fontanelice, Imola, Medicina e Mordano). Un provvedimento che è scattato immediatamente dopo la notizia che il Tar, giovedì scorso, aveva accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste imolesi, bloccando così la possibilità di stoccare in sopraelevazione i rifiuti in discarica, sopraelevazione già concessa dalla Regione stessa in attesa dell’ampliamento vero e proprio di cui si discuterà nuovamente in una conferenza dei servizi il prossimo 29 gennaio. E mentre nella discarica imolese non entra più uno spillo, a sopperire sono gli inceneritori.

Il sindaco

«Accogliere nell’inceneritore i rifiuti del Faentino come richiesto dalla Regione è un gesto di solidarietà istituzionale – ha commentato ieri il sindaco Davide Drei –. La portata è limitata e non si andrà oltre i dieci giorni». In sostanza il Comune deve sottostare alle decisioni della Regione, che ha competenza in fatto di rifiuti. L’unico vincolo è la portata massima dell’inceneritore, che è di 120mila tonnellate all’anno e non può essere superata. Il sindaco Drei ha voluto sottolineare che la sua amministrazione continuerà «l’impegno forte nella direzione di un sistema di raccolta che, attraverso la nuova società Alea Ambiente, riduca in modo determinante la produzione di rifiuti da smaltire nel nostro territorio e che, in prospettiva, porti al superamento di un modello di smaltimento basato sull’incenerimento e quindi allo spegnimento dell’impianto di Forlì».

Il Wwf chiede di opporsi

Ed è proprio su questo passaggio che si innesta la riflessione, ovviamente critica, degli ambientalisti. Ricordano tutti bene quando nel 2016 il presidente della Regione Stefano Bonaccini nel garantire al Comune di Forlì che da fuori regione non sarebbero arrivati rifiuti all’impianto di via Grigioni aggiunse anche che entro il 2020 uno dei due inceneritori sarebbe stato chiuso. «Il sindaco di Forlì si opponga all’arbitraria delibera regionale» è l’appello del Wwf provinciale, che rileva come la decisione regionale contrasti «con il post incenerimento perseguito dall’amministrazione comunale di Forlì e comprensorio, ed è conseguenza di evidenti errori di pianificazione da parte della Regione. La Regione – continua Alberto Conti del Wwf – non ha ancora capito il significato della sua legge sull’economia circolare (che orienta ad un’ economia a rifiuti ed emissioni tendenzialmente a zero) e continua a percorrere la strada perdente delle discariche e degli inceneritori con le conseguenti “emergenze” da scaricare qua e là nel territorio regionale, favorendo così il business dei relativi gestori».

Il no dei quartieri

Totale contrarietà e indignazione l’ha espressa ieri anche il comitato ambiente interquartieri di Forlì. «La costituzione dell’azienda in house Alea Ambiente per la raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti urbani è un segnale forte e condiviso, che, attraverso l’impegno dei cittadini, porterà ad una raccolta differenziata molto alta e ad una drastica riduzione dei rifiuti da incenerire – riflette Loretta Prati, portavoce del comitato stesso –. L’obiettivo è un miglioramento della qualità ambientale della nostra città, quindi questo impegno e questa scelta importante non possono avere come conseguenza l’arrivo di rifiuti da fuori provincia». L’invito rivolto al sindaco è lo stesso formulato dal Wwf.

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