ECONOMIA E LAVORO

23/01/2014 - 10:13

di PIETRO CARUSO

Del Pardo fra occasione e timori

E oggi nello stabilimento Ferretti incontro fra la Direzione e le segreterie sindacali

 Del Pardo fra occasione e timori

FORLÌ. Un’azienda che riparte, sia pure con numeri più piccoli (circa 40 persone) è l’orizzonte con il quale il Cantiere del Pardo e Sly di Cesena si dovranno confrontare a breve, visto che tra febbraio e marzo dovrebbe essere completato il reclutamento delle maestranze per rendere possibile la continuazione delle attività produttive sia del brand Grand Soleil sia di quello Sly. Le ragioni dell’occasione sono sicuramente dalla parte dei nuovi imprenditori, dal presidente Marco Casadei a Stefano Marinoni direttore di produzione che vogliono affrontare la nuova vicenda aziendale senza tutto il peso di una società che ha comunque 140 posizioni lavorative da assicurare. Sono però, non sembri una contraddizione di termini, anche sulle spalle di quei lavoratori, soprattutto quelli con più di 10 anni di anzianità, che ritengono di avere dato molto per il Cantiere del Pardo.

In lista di attesa. La tentazione, comprensibile, ma impossibile da realizzare è quella che ogni lavoratore del Cantiere ritiene di essere ideale nella nuova struttura più piccola. Inoltre, anche inconsciamente, non sono pochi fra i lavoratori del cantiere che ritengono si renda necessario l’intervento del sindacato sia sotto la forma della Rsu, sia sotto quella delle segreterie dei sindacati di categoria. Solo che il sindacato non può per alcun motivo scrivere la lista dei potenziali nuovi assunti, perchè sa che ogni lavoratore può addirittura tentare una via avanti al giudice del lavoro perchè ingiustamente discriminato. Resta il fatto che le sofferenze retributive accumulate durante la fase della Cassa integrazione hanno reso molto sensibili le maestranze alla ricerca di una stabilità di cui sentono la mancanza.

Intanto alla Ferretti. La crisi economica ha certo influito sull’acquisto delle imbarcazioni da diporto. Il cantiere in 40 anni ha dato vita a 3.800 imbarcazioni suddivise in 30 modelli. Lo start-up della nuova azienda può garantire in un primo semestre non più di 40 unità produttive, ma come ogni avventura imprenditoriale è difficile pensare che con si voglia poi allargare ad altri occupati lo stabilimento. Certo non per tutti i 140 attuali dipendenti. Fra l’altro anche la presenza del Gruppo Ferretti in una fase di probabile ristrutturazione dovrebbe consentire di riflettere sul distretto della nautica forlivese in una visione più ampia. Con trepidazione ai attende l’esito dell’incontro di oggi alle 10 fra la direzione del Gruppo Ferretti e le segreterie sindacali a Forlì.

 

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