NUOVI NATI

La cicogna rallenta, ma calano aborti e cesarei

L'anno scorso 82 nati in menoMa l'avvio del 2014 è da record

di Elisa Gianardi

23/01/2014 - 10:12

La cicogna rallenta, ma calano aborti e cesarei

FORLÌ. Nel 2013 hanno visto la luce 1.327 bambini, di cui nove da parto gemellare, e tra i nuovi nati si contano 666 maschietti e 661 fiocchi rosa. Un po’ in calo rispetto al 2012, quando i neonati dell’Unità operativa di ginecologia e ostetricia del “Morgagni-Pierantoni” furono 1.409.

La lieta “ripresa” si è vista già in questo avvio di 2014: con 60 parti all’attivo nei primi 15 giorni.

«La nostra équipe - spiega il direttore dell’Unità, Celestino Claudio Bertellini - si avvale di 21 ostetriche e 14 medici, tra incaricati e di ruolo. Ci sono quattro sale travaglio arredate in modo confortevole e con colori tenui: rosa, azzurro, verde e giallo. In più esiste una quinta sala “blu” dedicata a gestanti che necessitano di controlli intensivi». Si conferma ancora, per le neo mamme forlivesi, la riduzione dei tagli cesarei, passati dal 26,3 per cento del 2012 al 25% dell’anno passato. «Ci sono stati anche parti spontanei in donne che già avevano alle spalle un cesareo - evidenzia il primario - che sono andati a buon fine senza necessità di intervento nell’80% dei casi. Questo grazie al percorso “parto per via naturale”. E’ chiaro che va eseguita a priori un’attenta valutazione». Non è possibile evitare il taglio, ad esempio, quando durante il travaglio si presentano alterazioni del battito del feto, rilevate attraverso il tracciato cardiotocografico.

Sempre guardando al 2013, la percentuale di bambini nati da coppie di stranieri è stata del 30%, in linea con l’anno precedente. Sul fronte delle interruzioni di gravidanza, si è registrata invece una riduzione del 25% del numero di aborti eseguiti con intervento chirurgico, rispetto alle interruzioni farmacologiche (con la pillola conosciuta come “RU486”). Infine, sempre più spazio per l’analgesia. Le donne che hanno chiesto l’epidurale sono state il 20%, in netta crescita, e si sommano le varie tecniche non farmacologiche che permettono di controllare il dolore: «come il travaglio in acqua, l’assistenza “one to one” con una ostetrica personalizzata, massaggi e l’assistenza psicologica insieme alla possibilità di avere a fianco il marito».

Queste, sottolinea in conclusione Bertellini, sono state attuate «nel 90 per cento dei parti».

 

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