INTERVISTA

28/09/2017 - 13:59

di ALESSANDRO FOGLI

“Nightmare” tutto l’anno

Prime visioni, master, scuola

“Nightmare”  tutto l’anno


RAVENNA. Dal 28 ottobre al 5 novembre tornerà al Palazzo del cinema e dei congressi il Ravenna Nightmare film fest, diretto da Franco Calandrini e divenuto ormai da anni una delle principali manifestazioni cinematografiche nazionali ed europee del cinema di genere. Ma il festival – realizzato da Start Cinema in collaborazione con il Comune di Ravenna – da quest’anno non si esaurisce nella settimana di proiezioni, con una serie di progetti, soprattutto pedagogici, messi in atto già da mesi e volti a sviluppare una vera e propria cultura cinematografica. Di tutte le novità in casa Rnff ci parla Maria Martinelli, regista e fondatrice di Start Cinema.

Tra poco si aprirà la nuova edizione del “Ravenna Nightmare film fest”, ma quest’anno c’è stata una svolta significativa in tutto il lavoro che Start Cinema fa in città e per la città in riferimento alla cultura cinematografica. Ci illustra le iniziative più importanti?
«Quest’anno abbiamo voluto davvero dare una svolta significativa a tutto il lavoro che facciamo. Organizzare un evento ha senso ed è importante, ma riteniamo che lo sia altrettanto farlo seguire da una serie di interventi durante l’anno che possano continuare a parlare di cultura cinematografica. In questo modo quest’anno siamo riusciti a fare la differenza, iniziando a progettare fin da subito. È così che è nata la prima iniziativa, “Festival premiere”, in collaborazione con il CinemaCity, dove proponiamo film di genere in prima visione in lingua originale, ma soprattutto è maturata la volontà di lavorare con le scuole e ci siamo riusciti. Devo sottolineare il grande sforzo compiuto da tutti noi per realizzare un attività così impegnativa, ma anche così importante. È solo un primo passo, abbiamo già molte idee in cantiere per il prossimo anno che ci vedrà ancora più propositivi».

Poi è addirittura nata la “Nightmare School”, di cosa si tratta?

«Lavorare con le scuole vuole dire lavorare a un programma da proporre entro giugno e per noi era fondamentale riuscirci. Così è nata “Nightmare School”, che è una sezione composta da diverse proposte formative con le quali siamo riusciti a essere inseriti nel Pof: “Nightmare kids”, pensata per le scuole primarie, dove quest’anno proponiamo la visione guidata di un film capolavoro dell’animazione internazionale, “Il bambino che scoprì il mondo”, proiezione già sold out con 300 bambini iscritti. Poi c’è “Nightmare junior” per le scuole secondarie e le masterclass in collaborazione con il Dipartimento di Beni culturali e il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Bologna e la Fondazione Flaminia per l’Università in Romagna, dove terrà lezione Alessandro Fabbri, sceneggiatore delle fortunate serie televisive “1992” e “1993” e scrittore, tra l’altro di Ravenna. Un grande lavoro spesso sotterraneo, ma che ci sta dando molta soddisfazione».

È ormai impossibile considerare il Rnff un festival solo di genere. Qual è il filo rosso che comunque ha legato tutte le edizioni?

«Il cinema di genere è ancora il nostro filo rosso, se per genere pensiamo a tutta la cinematografia di grandi autori come Kubrik, Cronenberg, Lynch, Refn, Nolan, Scott, Aronofski, Amenabar e, perché no, anche Salvatores, uno dei registi mainstream che ha frequentato il genere in tante declinazioni fin dagli inizi della propria storia. Il compito difficile che ci aspetta e per il quale lavoriamo incessantemente è cercare di veicolare quegli strumenti fondamentali per capire e amare il cinema e non solo per fruirlo passivamente. Il cinema è uno dei linguaggi più semplici e complessi al tempo stesso, un oggetto prezioso da maneggiare con cura in cui gli alunni e gli studenti di oggi hanno la possibilità di diventare gli spettatori consapevoli e preparati del domani, e noi a questo stiamo lavorando per costruire una proposta culturale cinematografica costante e metodica con iniziative molteplici, cercando di poter essere un riferimento per questa città, i suoi studenti e i suoi giovani».

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