ARTE

04/02/2019 - 12:17

di SERGIO SERMASI

L’arte di Renzo Morandi, il ravennate di Sassuolo

La sua è una piacevole “buona pittura” fatta di ritratti, figure, nature morte e paesaggi

L’arte di Renzo Morandi, il ravennate di Sassuolo

SOLAROLO. Renzo Morandi (Sassuolo 1914 – Ravenna 2008) arriva a Ravenna da bambino rivelandosi un talento artistico precoce nella bottega della famiglia Galassi, noti artigiani che provvedono a lavori di decorazione, abbellimento e rifinitura in città. Le sue capacità vengono ufficialmente riconosciute con il suo invio a Roma nel 1938 quale miglior pittore-decoratore della provincia di Ravenna.

Inizia a dedicarsi alla pittura frequentando lo studio di Luigi Varoli a Cotignola, una figura centrale della “Bassa” per gli aspetti umani e artistici della sua vita. Pittore di vaglia, insegnante alla Scuola di Arti e Mestieri di Cotignola e la Scuola di Disegno di Massa Lombarda, diplomato in contrabbasso alla Regia Accademia Filarmonica di Bologna nel 1931, Varoli è riconosciuto nel 2002 “Giusto tra le Nazioni” dallo Stato di Israele per l’azione umanitaria svolta a favore degli ebrei ricercati dai nazi-fascisti dopo l’armistizio del 1943.

L’amicizia che lega il maestro al lughese Francesco Balilla Pratella, musicista futurista, studioso di musica popolare e fondatore nel 1922 della Camerata dei Canterini Romagnoli di Lugo che porta il suo nome, coinvolge l’allievo Morandi appassionandolo alla musica folkloristica romagnola. Il coinvolgimento del pittore è tanto grande che nel 1961 fonderà con Bruto Carioli, la Società Canterini Romagnoli Città di Ravenna.

Esposizioni e premi

Nel dopoguerra Morandi porta avanti una intensa attività espositiva con la partecipazione a numerose collettive dove ottiene riconoscimenti e premi. La sua prima personale la tiene nel 1959 alla Camera di Commercio di Ravenna, una sala di prestigio, dalla quale passa il meglio della produzione artistica regionale. Negli anni successivi continua ad esporre a Roma, Milano e all’estero, in Francia e in Australia, a Sidney, Melbourne e Wellington, per ritornare in Europa con la personale del 1995 a Monaco di Baviera.

Critici autorevoli scrivono di lui e Franco Solmi nel 1986 gli dedica il volume monografico “ Renzo Morandi” edito da Grafiche Morandi di Ravenna. In occasione dei suoi novant’anni, nel 2004, sia Ravenna che Sassuolo lo festeggiano con una mostra antologica, mentre è Bagnacavallo a celebrarne il centenario della nascita con l’esposizione nel Palazzo Comunale presentata da Carlo Polgrossi. Puntuale la dedica del calendario della Cassa di Risparmio di Ravenna del 2011, accompagnato dalla consueta competente presentazione di Franco Gàbici. La pittura di Morandi non ha mai tradito la matrice figurativa d’origine, passando indenne attraverso le sperimentazioni e le turbolenze che hanno caratterizzato l’arte del secolo scorso.

Si tratta di una piacevole “buona pittura” fatta di ritratti, figure, nature morte e paesaggi del ravennate, dove l’ottimo disegno si coniuga con l’equilibrato gioco delle tonalità e del colore.

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