TEATRO

02/02/2019 - 10:30

di RITA GIANNINI

Chicoria alla romana "Imparare dagli errori per non uniformarsi"

Insieme ai Tropicantesimo è ospite oggi a “Wash up” di Santarcangelo con un workshop e un concerto

Chicoria alla romana "Imparare dagli errori per non uniformarsi"

SANTARCANGELO. “Wash up” l’imprevedibile centrifuga di cultura giovanile promossa da Santarcangelo dei Teatri e gestita da un gruppo di giovanissimi direttori, torna oggi pomeriggio e stasera al teatro Lavatoio, per la prima volta con un doppio evento di grande forza attrattiva. Protagonisti il rapper e youtuber Chicoria, uno dei massimi esponenti della scena musicale hip hop, e il collettivo di DJ Tropicantesimo, che incarna i suoni e i ritmi tribali della fascia equatoriale.

Le due realtà, entrambe romane, dalle 15 fino alle 19.30 daranno vita a uno specialissimo workshop (costo 20 euro) per un massimo di 25 partecipanti: il writer condurrà i presenti in un laboratorio pratico di customizzazioni su capi d’abbigliamento per personalizzare t-shirt, jeans o giacche con la tag di ciascun partecipante; Tropicantesimo trascinerà tutti in consolle per qualche ora di djing da vinile. Lo slogan-invito è: “Porta i tuoi capi preferiti, noi penseremo al resto!”. Alle 21 poi (ingresso libero) Chicoria e Tropicantesimo si confronteranno sul palco del Lavatoio, dando vita a improvvisazioni, nello specifico dj set, musica dal vivo e sfilata con i capi realizzati nel laboratorio, così come anticipato da Chicoria, nome d’arte di Armando Sciotto, writer e rapper, co-fondatore della crew Truceklan, con all’attivo una decina di album, due libri e tanti impegni sulle riviste, televisivi e sociali.

Chicoria, lei sarà protagonista tra i giovani a Santarcangelo, conosce la città? C’è mai stato? E in Romagna?

«Non sono mai stato a Santarcangelo e nemmeno al suo festival, però conosco la Romagna e Bologna, dove sono in amicizia con altri che come me lavorano nel rap. A Rimini conosco il rapper Word».

Lei è un writer, sa che a Santarcangelo ha il suo studio Eron?

«Ma dai, che bomba! Non lo sapevo, grazie per avermelo segnalato, lo cercherò perché lo ammiro, è un grandissimo artista, uno dei migliori talenti».

Cosa riserva per il laboratorio pomeridiano?

«Parlerò un po’ della mia storia anche perché tutti mi conoscono come rapper ma la mia prima disciplina è stata quella dei graffiti che nel tempo non ho mai abbandonato e da 5 anni ho ripreso».

A cosa si dedica oggi?

«Il prossimo passo è far diventare il graffitismo un’eccellenza artistica ed è ciò che spiego ai ragazzi che incontro, ed è ciò che farò anche a Santarcangelo. Voglio far vedere loro che è possibile elevare ad arte questo genere di espressione. Per quanto mi riguarda ho creato e creo anche molti quadri e capi di abbigliamento che si possono trovare in due punti vendita a Roma».

Dal punto di vista artistico cosa farà fare ai partecipanti?

«Guiderò ciascuno a disegnare un personale indumento, maglietta o altro, così da renderli pezzi originali e unici. Se guardo molti ragazzi di oggi vedo che sono in fissa con le marche di alta moda, le note griffe e ciò è male per lo status symbol che ne proviene. Io insisto nel far comprendere che non ci si deve omologare e che tutti quanti noi possiamo essere artisti ed essere unici e differenti. Nel frattempo mi racconterò loro, a partire dagli anni della mia adolescenza e di com’era il writing».

Il racconto sarà come quello che si compie nelle scuole partendo dal contenuto dei suoi due libri, “Dura Lex 1 e 2”?

«Si, più o meno, citando alcuni racconti, che nei libri non sono scritti in ordine cronologico, ma sono episodi della mia vita e per ogni avventura che mi è capitata e che descrivo c’è una morale».

Dagli errori dunque s’impara...

«Certo. Purtroppo io ho fatto degli sbagli che ho pagato con la privazione della mia libertà personale. Io sono cambiato come persona, ho capito, da tutte le mie esperienze ho fatto un esame di coscienza e ringrazio le tante persone che mi sono state vicine e mi hanno parlato in modo giusto, a partire dagli assistenti sciali ma anche dai carcerati anziani. Se le loro parole hanno toccato me possono toccare anche gli altri».

Come si pone di fronte ai ragazzi, che metafore usa?

«Parlo della mia vita passata, della droga e di chi per colpa della droga ha buttato la vita e chi per essa non c’è più. Dico loro che la via corta verso fama e danaro è solo la via dell’illegalità e serve usare il cervello per starne fuori e capirsi, uno deve imparare come funziona il cervello per funzionare bene nella vita».

Messaggio chiave?

«I futuri adulti devono essere convogliati verso le loro passioni, i loro sogni, questo devono fare le famiglie, la scuola, gli educatori, l’ozio e la strada sono deleteri. Ciò che serve è far esprimere i ragazzi e l’espressione artistica è una grande possibilità».

Info: 0541 626185

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