CINEMA

15/11/2018 - 07:49

La televisione “uccide”. A Ravenna si scopre come sopravvivere

Torna al Palazzo del cinema la rassegna dedicata a noti registi, documentaristi e fotografi

La televisione “uccide”. A Ravenna si scopre come sopravvivere

RAVENNA. Torna “Per non morire di televisione”, rassegna cinematografica in programma da oggi al 18 novembre al Palazzo del Cinema in largo Firenze, 1.

Due grandi registi, Abel Ferrara e William Friedkin, la più importante documentarista italiana, Wilma Labate, uno dei più grandi fotografi viventi, Robert Frank, sono i protagonisti della programmazione di novembre della XVI edizione, curata da Fabrizio Varesco, promossa e organizzata dall’associazione culturale “Ravenna cinema”.

Si comincia stasera alle ore 21 con il film di Francesco Zippel su William Friedkin. “Friedkin undercut” offre una visione introspettiva nella vita e nel percorso artistico di Friedkin, regista straordinario e anticonformista di film culto come “Il braccio violento della legge”, “L’esorcista” e “Vivere e morire a Los Angeles”. Per la prima volta il controverso regista si mette in gioco intimamente e decide di guidare il pubblico in un affascinante viaggio attraverso i temi e le storie che maggiormente hanno influenzato la sua vita e la sua arte.

Venerdì 16, sempre alle ore 21, è la volta di Abel Ferrara, lui come il suo cinema sempre in movimento. Questa volta lo troviamo a Roma, precisamente a piazza Vittorio, il quartiere più multietnico della capitale, nel quale il regista italo-americano vive da anni con la compagna e la figlia e dove ha realizzato il film. Ancora una questione personale, in fondo. E non può essere altrimenti per un autore che ha da sempre legato le sue sorti al cinema, facendone ogni volta una questione di vita o di morte. A piazza Vittorio sono tutti stranieri. Stranieri sono anche Willem Dafoe, da tanti anni residente a piazza Vittorio e Cristina, la compagna di Ferrara, emigrata a Roma dalla Moldavia. E lo è persino Matteo Garrone, che da romano dei Parioli si definisce immigrato nel quartiere. E allora tra set e immagini d’archivio, suggestioni e rimandi di ogni tipo, emerge la questione centrale del film: chi può dirsi davvero cittadino di un quartiere, di una città, di un paese?

Domenica 18, si inizia alle ore 18, con il film dedicato alla figura e l’opera del grande fotografo statunitense Robert Frank, personaggio cult che ha documentato la beat generation. Un collage composto da immagini tratte dalle sue foto e dai suoi film, accompagnate dal commento dello stesso Robert Frank.

Ingresso alle proiezioni in lingua originale con sottotitoli e tutte vietare ai minori di 14 anni, 4 euro.

Info: 347 3158727

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