MUSICA

11/08/2018 - 16:06

di GIULIA FARNETI

Canzoni all’alba a Riccione contro la disattenzione

L’artista domani alla Spiaggia 132 in concerto con Paolo Benvegnù. «Condividiamo un’energia rara»

Canzoni all’alba a Riccione contro la disattenzione

Un concerto di esposizione della memoria, di disobbedienza verso la disattenzione e di gioiosa appartenenza che si snoderà tra brani inediti, riletture di classici della canzone italiana e momenti più significativi. Quello che si terrà a Riccione all’alba di domani (domenica 12 agosto) precisamente alle 5.30 del mattino alla Spiaggia 132 è un’educazione al sentire, all’accorgersi e all’essere. Si chiama Canzoni contro la disattenzione, il nuovo progetto di Marina Rei e Paolo Benvegnù che vedrà i due artisti insieme in un tour estivo che toccherà anche la terra romagnola per restituire una narrazione fatta di canzoni del passato, del presente e del futuro. Benvegnù e la Rei sono due raffinati e sensibili artisti che avevano già collaborato nel 2012, scrivendo insieme il brano “I fiori infranti”, contenuto nel disco “La conseguenza naturale dell’errore” della cantautrice romana ed è proprio a lei che il Corriere ha posto alcune domande.

Marina, lei sarà in concerto a Riccione con “Canzoni contro la disattenzione”. Ci spiega di cosa si tratta?

«È un concerto di circa due ore che io e Paolo Benvenuto abbiamo voluto fortemente. Non solo cantiamo parte dei nostri rispettivi repertori, ma anche altre canzoni d’autore italiane. Non volevamo solamente suonare e cantare insieme ma qualcosa in più. Vorremmo restituire quell’attenzione andata perduta in questi ultimi anni nei confronti della musica e delle parole».

Il suo compagno di viaggio musicale è Paolo Benvenuto. Cosa vi lega?

«Innanzitutto la condivisione del palco e lo stesso approccio verso la musica e la vita. Entrambi vogliamo la libertà d’espressione senza condizioni e condizionamenti. Inoltre condividiamo un’energia abbastanza rara quando facciamo musica insieme».

Secondo lei a cosa dovremmo prestare più attenzione?

«Oltre che per noi stessi, anche per gli altri esseri umani perché ognuno ha diritto alla vita. Un concerto è la possibilità di cogliere un’occasione di bellezza; la musica è sempre stata più avanti rispetto a qualsiasi forma di aggregazione politica e sociale».

Lei è figlia di musicisti, ma com’è nata la sua passione per l’arte delle note?

«Sicuramente esser cresciuta con genitori e nonni amanti della musica ha condizionato il mio flusso sanguigno, ma la scelta è stata poi la mia. È stato come un camminare verso una ragione di vita».

Lei ha iniziato a suonare nei locali prima di arrivare nei grandi palchi. Cos’ha scoperto emotivamente al suo primo live?

«Ho sentito una forte emozione. Ho percepito la familiarità di sentirmi a mio agio davanti a persone che non conoscevo, oltre che la paura di non farcela alternata a quella di farcela».

La sua prima volta al Festival di Sanremo è stato nel 1996, oggi cosa c’è “Al di là di questi anni”?

«C’è l’esperienza enorme che prima non avevo e che adesso ho, fatta di successi e non, con la caparbietà che non mi hai mai permesso di abbandonare questo mestiere».

Dopo tanti anni di musica cosa rimane dentro di lei? Penso a “Dentro me”, il brano cantato alla sua seconda partecipazione alla manifestazione ligure...

«La capacità di non farmi prendere dalla sfiducia che questo percorso molto spesso porta. Cerco sempre di vivere il presente senza pensare al futuro più lontano cercando di avere una ruota di scorta se qualcosa del mio presente non va in porto. Si dovrebbe chiudere gli occhi per non perdere mai la capacità di sognare, ma allo stesso tempo gli occhi dovrebbero essere i nostri fari per non perdere mai l’attenzione».

Nel maggio 2009 è uscito “Musa”, album di inediti decisamente al femminile; com’è la donna oggi?

«Dovrebbe sempre tutelarsi, difendersi e per farlo deve essere coraggiosa. La donna è sinonimo di coraggio, a cominciare dall’essere madre. A volte ha troppa forza e spaventa chi ha difronte a sé».

Nel settembre 2012 esce il nuovo album “La conseguenza naturale dell’errore”, in cui ha anche l’onore di cantare per Ennio Morricone. Qual è la conseguenza degli errori che commettiamo?

«È un arricchimento per noi stessi, un bagaglio in più d’esperienza. Gli errori si fanno, ma i passi falsi fanno sicuramente crescere».

Suonerà e canterà in Romagna. Conosce questa terra?

« Ci sono stata varie volte. Se non vivessi a Roma, potrei anche viverci perché per me è sempre stato un territorio all’avanguardia e accogliente».

Info: 0541 426031

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