RAVENNA FESTIVAL A FORLI'

31/03/2018 - 18:15

di GIULIA FARNETI

Il Battisti migliore ma anche l’America secondo Ute Lemper

I concerti forlivesi della manifestazione si terranno al teatro Fabbri il 9 luglio con Peppe Servillo e amici e il 16 luglio con la grande cantante tedesca

Il Battisti migliore ma anche l’America secondo Ute Lemper

FORLÌ. Due appuntamenti nei quali la musica è assoluta protagonista, la canzone d’autore con un tocco di jazz. Anche quest’anno si rinnova il legame tra due città, Forlì e Ravenna, per l’edizione 2018 di “Ravenna festival” con un omaggio al cautore per eccellenza, ovvero Lucio Battisti e con la particolare voce di Ute Lemper con la collaborazione dell’amministrazione comunale e il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Cariromagna.

Lunedì 9 luglio alle 21 al teatro Diego Fabbri verrà omaggiato Lucio Battisti, il più intimo e personale dei cantautori che ha riempito di melodie indimenticabili tante stagioni di vita degli italiani, in un mosaico sonoro di venti canzoni, da “Il mio canto libero” a “E penso a te”, rivisitate in chiave jazz. Non solo il Battisti di Mogol ma sarà omaggiato anche quello di Panella, oltre che la svolta intellettuale più enigmatica di Lucio. L’omaggio “Pensieri e parole”, nell’anno in cui ricorre il ventennale della scomparsa dell’amato cantante, si avvale dell’eclettico Peppe Servillo che presta anima e corpo e del contributo virtuoso di cinque fra i migliori jazzisti in attività: sax ed arrangiamenti di Javier Girotto, Fabrizio Bosso alla tromba, Furio Di Castri al contrabbasso, Rita Marcotulli e Mattia Barbieri rispettivamente al pianoforte e alla batteria.

Il risultato è un mix unico fra improvvisazione jazz e mondo della canzone, con ritmi avvolgenti dal sapore latino, oltre che dalle sfumature che solo la grande musica sa cogliere. L’emozione continua anche lunedì 16 luglio alle 21 sempre al teatro Fabbri di Forlì: questa volta ad andare in scena sono gli Stati Uniti; viene infatti raccontata l’America compiaciuta e sdegnata, quella che si celebra e che si divora, che innalza eroi per poi farli precipitare. La voce raffinatissima di Ute Lemper racconta sia l’intrattenimento seducente di Hollywood e Brodway sia la protesta, l’insofferenza e l’impegno politico nelle canzoni di Tom Waits, Cole Porter e Bob Dylan. Questi due mondi così lontani s’incontrano nella grande capacità artistica di una donna che si fa interprete delle contraddizioni del sogno americano con “Glamour and rage in America”. Un sogno che questa XXIX edizione del “Ravenna festival” ricorda con le parole di Martin Luter King, di cui ricorrono i 50 anni dalla morte.

Nata in Germania, Ute Lemper ha debuttato nel musical fino a mostrare il suo talento nel recitare al cinema e in teatro, oltre che applaudirla nella sua indimenticabili interpretazioni della canzoni da cabaret di Berlino, delle opere di Kurt Weill, della canzone francese e per le sue performance a Broadway e nel West End di Londra.

L’ultimo appuntamento nella città romagnola è previsto il 6 ottobre per sottolineare il completamento dei lavori di adeguamento acustico della chiesa di San Giacomo. La protagonista indiscussa sarà l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini, che, fondata al maestro Riccardo Muti nel 2004, accoglie giovani strumentisti sotto i 30 anni che si cimentano con un vastissimo repertorio nei teatri in Italia e nel mondo, affiancando l’attività del suo fondatore. A dirigere il tutto sarà il giovane bielorusso Valdimir Ovodok che ha diretto proprio la Cherubini nella “Trilogia d’autunno” in scena al teatro Alighieri nel “Ravenna festival” dello scorso anno.

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