CRISTINA DONÀ

“L’incantautrice” che si racconta, parole e voce in teatro a Montescudo

«Il canto? Un momento di particolare empatia»

di IRENE GULMINELLI

25/03/2018 - 10:30

“L’incantautrice” che si racconta, parole e voce in teatro a Montescudo

MONTESCUDO. “Parlami del (tuo) universo” è il titolo scelto per l’incontro in musica di oggi (ore 18) con protagonista la cantautrice Cristina Donà intervistata dallo scrittore bolognese Gianluca Morozzi al teatro Rosaspina di Montescudo per “Oltremisura”. Durante l’intervista con esibizione acustica (chitarra e voce) sarà possibile raccontare il percorso artistico, che ha fatto di Cristina Donà una delle voci più originali della scena italiana. Tra gli ultimi progetti spicca la celebrazione dei suoi vent’anni di carriera con uno speciale tour e con l’album “Tregua 1997-2017 Stelle buone”. In questo lavoro discografico la cantautrice ha invitato giovani artisti italiani a interpretare liberamente le sue canzoni. Per festeggiare questo momento ha optato quindi per la condivisione.

Donà, quanto è importante la scelta dei propri collaboratori? E come ha selezionato le band coinvolte nell'album?

«È molto importante anche se, soprattutto nella scelta dei miei musicisti, sono sempre andata a istinto, in base alle vibrazioni che mi arrivavano, alla sintonia e all’empatia – racconta l’artista –. Per i produttori poi mi sono spesso fidata dei consigli delle persone a me vicine, in primis di mio marito Davide Sapienza. Una variante fondamentale per ogni collaborazione è senza dubbio il rispetto per le persone che ci lavorano ma anche per l’opera stessa. Per la scelta degli artisti coinvolti in questo album mi sono basata sull’ascolto del ricchissimo materiale che ricevo e su consigli di miei collaboratori. In un caso o nell’altro sono tutti nomi che mi hanno saputo emozionare all’ascolto e mi hanno suggerito una certa originalità».

Le piace parlare della sua musica?

«È una cosa che faccio molto volentieri ma che paradossalmente mi affatica più di un concerto, per via della componente di improvvisazione che racchiude. Mi aiuta anche a capire aspetti che non avevo considerato e quando posso, tra un tour e l’altro, cerco di fare questi incontri perché mi piace raccontarmi e immagino sia bello anche per il pubblico ascoltare ciò che nelle canzoni non si sente».

Il suo primo produttore è stato Manuel Agnelli degli Afterhours, da qualche anno approdato anche in televisione. Cosa pensa dei talent show?

«Non li guardo tanto ma non per pregiudizio. Ciò che credo sia importante sottolineare è la mancanza in televisione di altri spazi dedicati alla musica. Da poco c’è il programma “Ossigeno” di Agnelli su Rai 3 ed è un buon segnale cui spero ne seguiranno altri».

Qualche anno fa la band riminese Landlord ha eseguito sul palco di “Xfactor” la sua canzone “Parlami dell'universo”.

«Sì, la scelse Fedez, mi fece molto piacere e la loro versione mi colpì molto».

Lei è sicuramente un’artista capace di non ripetersi mai: negli ultimi anni ha dato vita anche alle canzoni di De André e realizzato un reading con l’attrice Isabella Ragonese. Sta lavorando ad altri progetti?

«Sto scrivendo i brani del mio nuovo disco, continuando la collaborazione con Saverio Lanza, e non uscirà prima del prossimo anno perché sono lunga! Non so ancora bene come ma mi piacerebbe raccontare questi tempi a mio modo».

Perché si definisce “Incantautrice”?

«È un termine di cui mi sono appropriata per il gioco di parola tra canto e incanto. Per me il canto è sempre stato un momento di particolare empatia. La voce è lo strumento che conosco meglio ed è il motivo per cui ho iniziato a scrivere canzoni. Sull’incanto diciamo che è il desiderio di provocarlo in chi mi ascolta e se si realizza sono felice».

Info: 347 5838040

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