CROSSROADS

26/03/2018 - 11:00

di GIANNI ARFELLI

Il jazz di Rea e Fresu, duetto fra grandi

Lunedì 26 al teatro Novelli di Rimini il melodico pianista vicentino con l’etnico trombettista sardo

Il jazz di Rea e Fresu, duetto fra grandi

RIMINI. Tra gli artisti “residenti” del festival jazz emiliano-romagnolo “Crossroads”, Danilo Rea è la new entry di quest’anno; lo vedremo durante il programma in una serie di duetti, il primo dei quali lunedì 26 marzo alle 21.15 al teatro Novelli di Rimini con un altro artista residente: Paolo Fresu.

Il pianista vicentino e il trombettista sardo raramente si esibiscono insieme; lo fecero per la prima volta nel 2004, proprio nell’ambito di “Crossroads”. Rea ha uno stile melodico, che spesso lo porta a rivisitare in chiave jazzistica le canzoni italiane più famose, mentre Fresu ama mescolare suoni etnici nelle sue esecuzioni, che hanno spesso toni introspettivi. Entrambi sono parte della storia del jazz italiano, di cui hanno scritto pagine importanti dagli anni ’70 a oggi, e vantano una solida reputazione internazionale.

Il primo si trasferì giovanissimo a Roma, dove già nel 1975 fondò insieme a Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto lo storico Trio Di Roma, ed entrò nel gruppo progressive rock New Perigeo. Gli basta meno di un decennio per diventare uno dei jazzisti italiani più importanti, con collaborazioni internazionali di grande rilievo, e nel 1997 fonda un altro trio fondamentale del jazz di casa nostra: i Doctor 3, con Fabrizio Sferra ed Enzo Pietropaoli.

Nel nuovo millennio si è dedicato molto al repertorio pop, duettando con i principali artisti italiani; tra i più importanti progetti di questo tipo lo spettacolo “Uomini in frac”, con molti altri musicisti a rendere omaggio a Domenico Modugno, la partecipazione all’album celebrativo di Claudio Baglioni “Qpga”, e la partecipazione a Sanremo insieme a Gino Paoli, con il quale ha compiuto diversi tour.

Di qualche anno più giovane, Fresu comincia la sua attività artistica in bande e fanfare sarde, per poi trasferirsi a Roma, dove entra in alcune orchestre radiotelevisive. Parallelamente coltiva la passione per il jazz, che nel suo caso non è mai un genere puro, sempre ibridato con altri stili, e inventa nella natia Berchidda l’affascinante festival “Time in jazz”, che porta in un piccolo paese sardo grandi artisti internazionali, e che dirige tuttora. Nel 2010 è diventato anche produttore discografico aprendo la sua attivissima etichetta Tuk Music. Suona prevalentemente la tromba, ma ama usare anche il flicorno e il bandoneon.

Ingresso a 18 euro.

Info: www.crossroads-it.org

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