SERGIO SGRILLI

23/03/2018 - 11:00

di CLAUDIA ROCCHI

Quei “20 in poppa” di un cinquantenne che ride... analogico

Lo stornellatore di Zelig al teatro Comunale di Cervia con la sua chitarrina

Quei “20 in poppa” di un cinquantenne che ride... analogico

CERVIA. Fa ritorno sul palco del teatro Comunale di Cervia, stasera venerdì 23 marzo alle 21, Sergio Sgrilli intrattenitore del buonumore da sempre in duo inscindibile con la sua chitarra, pronto a fare volare l’umore con canzoni e risate del suo “20 in poppa”. Dagli anni Novanta Sgrilli da Follonica classe 1968, gira l’Italia cercando di trasmettere lo spirito di quei suoni estivi che segnarono la sua adolescenza. Dopo la popolarità ottenuta a Zelig, oggi, con maturità più consapevole, continua a reinventarsi con la chitarra.

Cosa racchiude Sgrilli questo suo collaudato spettacolo?

«Il titolo nasce dal disco “Dieci venti d’amore” che identifica la mia doppia anima, venti anni di carriera e vento sulle spalle. Per il pubblico di Cervia aggiungo una sorpresa: inserisco testi del mio nuovo spettacolo “Visioni di un insonne malato d’amore” che sto ancora provando. Ormai mi avvicino al 30° anno di attività professionale on the road, e voglio aggiornare la produzione».

Come si è evoluto il suo stile voce e chitarra ?

«All’inizio traevo ispirazione da tutto ciò che mi circondava; adesso sono diventato più introspettivo. Ogni mia battuta trova profondità nei diversi aspetti dei piani di lettura, racchiudono il mio avere vissuto, girato, conosciuto amato, sofferto… Oggi agisco di più su sentimenti ed emozioni».

La sua vita on the road è cambiata?

«Lo è. Continuo a essere sempre in viaggio, prima però, che fossi in aereo o treno o nave, amavo conversare con la gente; oggi con l’avvento di smartphone e tablet è difficile scambiare parole con persone piegate su stesse che alzano lo sguardo solo quando è finita la batteria. Ma negli aeroporti e sui treni si trovano prese di corrente ovunque, nessuno alza mai la testa».

Oggi che la maturità la rende più intimista, riesce ancora a fare sorridere il pubblico?

«Direi di sì, anche se ne esce un sorriso diverso, cerco anche di emozionarlo, il pubblico. Quand’ero giovane non capivo i comici che raccontavano di figli e pannolini, poi a 40 anni mi sono trovato io stesso a fare uno spettacolo sulla paternità, e a parlare degli stessi argomenti. Oggi a 50, l’idea è di mostrare una vita vissuta a raccontare altre vite, e a chiedermi cosa rimane di questa mia generazione che non ha voglia di crescere, né di responsabilità, ma non ho perso la leggerezza».

Non di solo riso, si vive.

«Per me è sempre stato così; lavoro anche nella musica, ho appena prodotto artisticamente il duo basso acustico voce “La bocca” molto elegante; sto producendo un trio punk rock, sto facendo la regia a due spettacoli con una scuola teatrale di Milano. Il teatro è da sempre casa mia, anche se sono un animale da palcoscenico, con la mia chitarrina. La televisione non mi manca se non per la visibilità che offre e che potrebbe portarmi in teatri più grandi».

Si sente social?

«No, ammetto che non è il mio mondo, anche se sono comunque presente, ma non sento l’appartenenza ai social, pagandone le conseguenze. Sono ancora analogico, amante dei vecchi vinili da ascoltare con un buon vino rosso».

A quale mondo non vuole rinunciare?

«Al mondo slow, in auto disabilito le notifiche del telefonino, uso l’auricolare, e poi rifuggo dai pranzi di lavoro e non rinuncio alla moto, ne ho sette».

La moto la fa sentire come trent’anni fa?

«Non proprio, con l’età, gli incidenti subiti, una figlia nella mia vita, oggi la paura sale, così mi diverto a girare solo nella bella stagione. Ho moto di ogni tipo, dalla strada al fango, ho anche scritto recensioni di moto per riviste specializzate. E nella Romagna motor valley posso vantare amicizie come con Valentino Rossi, Mattia Pasini, Marco Melandri… e non perdo mai la Moto Gp di Misano». Euro 20-12.

Info: 0544 975166

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