ZIBBA

23/03/2018 - 15:00

di GIANNI ARFELLI

«Sono parte della rinascita creativa del mondo musicale italiano»

Il cantautore ligure si esibisce al teatro Socjale di Piangipane con Ciffo e Rubinato per presentare il suo ottavo album intitolato “Le cose”

«Sono parte della rinascita creativa del mondo musicale italiano»

PIANGIPANE. All’indomani della pubblicazione del suo ottavo album “Le cose”, il cantautore ligure Zibba (Sergio Vallarino) torna in tour; potremo vederlo questa sera venerdì 23 marzo al teatro Socjale di Piangipane. Ci racconta il suo nuovo lavoro, che ha un suono molto diverso dai precedenti, più pop e influenzato da blues e funky, con massiccio impiego di elettronica: «Il nuovo suono è dovuto al fatto che mi sono occupato personalmente di tutti gli aspetti della produzione, e non solo degli arrangiamenti, come nei dischi passati. È il mio modo di lavorare in questo momento, e mi aiuta a mettermi sempre più in discussione».

Nell’album ci sono duetti con Elodie, Erica Mou, Chantal, David Blank, Alex Britti, Marco Masini e Diego Esposito.

«Ero deciso a non avere nessuno nel disco, e fare tutto da solo, poi negli ultimi due anni è successo di tutto, e ho lasciato fare al destino. Mi sono reso conto che non tutti i brani che ho scritto sono adatti alla mia voce e al mio modo di cantare, così mi sono lasciato aiutare da tanti amici che ho incontrato lungo la strada».

Questo è il suo primo disco da solista, perché per la prima volta non è firmato Zibba e Almalibre, il suo gruppo storico.

«Dietro il nome Almalibre si sono avvicendati molti musicisti, sgretolando man mano il nucleo che si era formato negli anni ’90, quindi già da Sanremo 2014 abbiamo abbandonato quel nome. In realtà non è cambiato molto, perché i musicisti che suonano con me sono gli stessi degli ultimi tempi, in particolare il batterista Andrea Balestrieri, con me da ventidue anni, e Stefano Riggi, al sax e synth da dieci anni».

Gli altri sul palco saranno Dario Ciffo a violino e chitarre e Simone Rubinato al basso. Un’altra novità sta nel fatto che per la prima volta canta un testo non scritto da lei: “Quando abbiamo smesso”, scritto e cantato con Erica Mou. Che effetto fa?

«Mi è venuto naturale, perché Erica è una delle persone che sento più vicine a me come persona e artista. Per questo non mi fa nessun effetto particolare: lo sento mio, e sono felice di avere quel pezzo nel disco».

Nel 2016 ha inciso insieme ad alcuni componenti dei Negramaro “Universo”, che però non è inserito in “Le cose”: come mai?

«Quella canzone è stata un capitolo a sé, e mi sembrava una forzatura inserirla nell’album. Mi piace che rimanga una perla a sé stante, frutto di una bella amicizia. Oggi la rete consente di dare dignità e visibilità ad un singolo anche se non è inserito in un album, quindi va bene così».

Recentemente lei ha dichiarato: «La musica vive un momento bellissimo», affermazione in controtendenza rispetto al comune sentire, può spiegarci cosa intende?

«Intendo dire che vedo nei ventenni e trentenni che fanno musica oggi la capacità di riportarla ad una decenza cui non eravamo abituati. Vedo le sale dei concerti piene di ragazzi giovani, e il melting pot tra generi nuovi come la trap e l’indie crea un ottimo momento creativo. Anche il mercato discografico negli ultimi anni mi sembra abbia trovato in internet un nuovo modo di far girare la musica. Pur essendo di una generazione un po’ più anziana, mi sento parte di questa rinascita creativa».

Quattro anni fa lei è diventato padre di Edoardo, ma, differentemente da molti suoi colleghi, non ha scritto una canzone dedicata al primo figlio.

«Di canzoni sui figli ce ne sono già abbastanza; quello che devo dire a mio figlio è profondo, e non ho ancora trovato modo di metterlo in una canzone. Non ho sentito l’esigenza di farlo finora e forse non lo farò mai, ma nella canzone “Un unico piccolo istante”, che chiude il disco, c’è la sua voce campionata e il suono della batteria suonata da lui. Ho avuto bisogno di lui, anche nella scelta dei bpm di alcuni pezzi; ho fatto molta attenzione a che tipo di musica reagisse, e ho scoperto che il funky piace a entrambi».

Cosa vedremo durante il concerto?

«Cinque persone impegnatissime a schiacciare tasti e fare cose, per cercare di riprodurre i tantissimi suoni del disco, acustici ed elettronici. Suoniamo tutto “Le cose”, e un po’ di pezzi storici che non possiamo non fare, e quando riusciamo abbiamo ospiti, che non annunciamo prima».

Biglietti a 18 euro.

Info www.teatrosocjale.it

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