STEFANO ACCORSI

«Amore e motore, le mie passioni. E adesso vi racconto vizi e virtù»

L’attore bolognese in scena al teatro Stignani di Imola con il “Decamerone” di Boccaccio diretto da Marco Baliani: «Vorrei sempre lavorare a nuovi progetti»

di ANNA BATTISTINI

20/03/2018 - 12:46

«Amore e motore, le mie passioni. E adesso vi racconto vizi e virtù»

IMOLA. “A casa tutti bene”, a teatro pure. Continua “veloce come il vento” la carriera artista di Stefano Accorsi, che da domani al 25 marzo (ore 21; domenica alle 15.30) sarà sul palco del teatro Stignani di Imola con Decamerone. Vizi, virtù, passioni, liberamente tratto dal “Decamerone” di Giovanni Boccaccio per la regia e l’adattamento teatrale di Marco Baliani.

Attore “made in Italy” apprezzato e amato dal pubblico, il bolognese Accorsi, che ha lavorato con famosi registi del grande schermo (Ozpetek, Muccino, Avati, Ligabue, Placido, Mazzacurati, Luchetti...) e del teatro (Pagliaro, Garella, Castellitto...), è un ragazzo del 1971 che è “uscito da gruppo” come Jack Frusciante per seguire la sua passione: la recitazione.

A Imola con Silvia Ajelli, Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu, lo ritroviamo sul palco dove è parcheggiato un carro-furgone, “casa” e teatro viaggiante della compagnia che si appresta a mettere in scena l’opera. La modularità del carro favorisce la messa in scena di sette novelle del “Decamerone”.

Ne parliamo con l’attore.

Accorsi, lo spettacolo “Decamerone” rientra nel progetto “Grandi italiani”. Cosa ci insegna oggi un testo del XIV secolo: quali punti ha in comune con l’attualità?

«Il regista Marco Balliani ha creato un parallelo fra la peste epidemica del Boccaccio e quella morale dei nostri giorni. In questo senso c’è un parallelismo fra vizi di allora e di ora, anche se noi lo usiamo in senso metaforico. Per quanto riguarda le novelle, sicuramente le sette che abbiamo scelto in qualche modo fanno risuonare anche echi del nostro mondo. Si parla molto di amore: Boccaccio lo mette al centro di tutto come forza vivifica dell’essere umano, forza incontrollabile che permette che l’impossibile succeda. Poi, tutte le sue degenerazioni – dalla gelosia alla possessività fino all’estremo gesto per avere controllo su una figlia, sull’amata o su una sorella – hanno punti in comune con il presente».

Ci sono riferimenti espliciti nello spettacolo?

«Ogni tanto noi attori, che sul palco interpretiamo una compagnia che porta in scena le novelle, esprimiamo commenti e considerazioni, cercando sempre però di non snaturare il testo; non vogliamo piegarlo a quello che vogliamo dire, perché già Boccaccio ha una complessità, nella sua apparente leggerezza, e una ricchezza che ci permettono di fare osservazioni che richiamano l’attualità».

Nello spettacolo si parla tanto di amore: lei, fuori dal palco, cosa ha imparato dall’amore?

«Tante cose, sia da quello provato che da quello ricevuto. Ho imparato tanto dalle persone che ho amato e da quelle che mi hanno amato, e continuo a imparare dall’amore che ho e ricevo dai miei figli (il piccolo Lorenzo, avuto dalla moglie Bianca Vitali, e Orlando e Athena, nati dalla sua precedente relazione con Laetitia Casta, ndr). Quando ci si avvicina alla propria sfera emotiva, emerge una verità molto più vicina alla nostra natura, alla nostra essenza profonda. E quello è già di per sé un insegnamento, perché troppo spesso abbiamo un’idea di noi che non sempre riflette quello che siamo veramente».

Boccaccio racconta vizi, virtù e passioni; la sua più grande passione qual è?

«Mi piace molto guidare. Quando sono in tournée guido lungo le strade e le città della nostra Italia, che è sempre sorprendente, nel bello e nel brutto. Al volante mi rilasso, penso, ascolto musica. Amo molto anche la moto, che prendo soprattutto nella bella stagione per fare lunghi giri. Il senso di libertà che si prova è sempre qualcosa di ineguagliabile».

Di amore e legami familiari parla invece l’ultimo film di Gabriele Muccino, “A casa tutti bene”, in cui lei recita insieme a un nutrito cast. In realtà sembra che oggi in famiglia non tutti stiano così bene, forse perché siamo un po’ più incasinati e ci ritroviamo a vivere situazioni complesse. Quali sono secondo lei oggi i punti di forza e di debolezza della famiglia italiana?

«Chiaramente il titolo ha una sorta di risonanza ironica, visto che quella raccontata da Muccino ha diversi problemi. In Italia la grande forza delle famiglie è che continuano a essere un fortissimo ammortizzatore sociale, a salvare e a sopperire alle carenze di sistema del nostro Paese. Il punto debole è legato proprio a questo aspetto: quando la protezione diventa eccessiva, si tende a creare un ambiente così ovattato da non preparare i ragazzi ad andare verso il mondo. C’è questa tendenza a dare per scontato che si debba fare il meglio per i propri figli, dar loro il massimo perché il mondo è difficile. Così facendo però si mettono i ragazzi in una situazione di privilegio che non aiuta».

Dal cinema alla tv: ha avuto successo la serie tv “1992” e il sequel “1993” su Mani pulite, dove lei interpreta un cinico esperto di marketing. Anche se molto è stato fatto, sembra che il nostro Paese non sia riuscito però a risolvere definitivamente il problema della corruzione e dell’evasione e che gli italiani siano molto stanchi, in generale, della classe politica. Perché, secondo lei?

«C’è un grande disamore per la politica e oggi pronunciare quella parola è come dire una parolaccia: è un peccato che venga intesa così, come è un peccato che ci sia stata una classe dirigente che non ha saputo dare il buon esempio. Questo, insieme alla crisi economica, ha fatto sì che la gente arrivasse a un rifiuto totale, ma comprensibile, della politica: sentimento che da alcuni politici è stato capito, ma non da tutto il sistema, che non ha saputo reagire nel mondo migliore. Hanno continuato a prevalere gli interessi di parte su quelli comuni. Così tutti i partiti cosiddetti “contro” il sistema, hanno progredito e preso voti. Ora, cosa succederà e cosa faranno è presto per dirlo: vedremo se saranno capaci di governare. Cosa che mi auguro».

Dalla sua carriera ha avuto tanto: cosa non vorrebbe le sfuggisse?

«Non vorrei abituarmi a questo mestiere. Vorrei continuare a viverlo con la passione e la voglia di lavorare a nuovi progetti».

Info: 0542 602610

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