LA STORIA

Il "Che": le idee, le immagini e l'utopia 50 anni dopo

In occasione del cinquantenario della morte, Interno4 pubblica un volume su mito e realtà di Guevara

23/12/2017 - 17:09

Il "Che": le idee, le immagini e l'utopia 50 anni dopo

RIMINI. A trent’anni dalla prima edizione di “Che Guevara. Mito e realtà. Le idee, le immagini, l’utopia cinquant’anni dopo”, ritorna il libro che delineò i successi e le sconfitte dell’uomo che contribuì a fare la storia di Cuba e di un pezzo importante della nostra contemporaneità. Un testo, pubblicato originariamente nel 1987 dalle edizioni dell’Unità, che raccoglie gli scritti di Gerardo Chiaromonte, Saverio Tutino, Giorgio Oldrini, Mario Spinella, Caludio Petruccioli, Massimo Cavallini e dello stesso Guevara, e che risulta arricchito anche da un capitolo inedito a cura di Giorgio Oldrini, unico inviato europeo in Bolivia durante il ritrovamento dei resti del “Che”. Completa il volume la trascrizione del discorso pronunciato da Fidel Castro in occasione della veglia funebre tenutasi all’Avana il 18 ottobre del 1967.

A pubblicarlo – corredato da cento immagini ritrovate negli archivi cubani da Giorgio Mondolfo – è Interno4 Edizioni, casa editrice riminese diretta da Massimo Roccaforte e nata dalla collaborazione tra l’Associazione Culturale Interno4 e Goodfellas Distribuzione, progetto editoriale che sviluppa il decennale percorso editoriale di Nda Press, per quindici anni trampolino di lancio per moltissimi autori.

In occasione del cinquantenario della morte, ritorna dunque la figura del grande rivoluzionario argentino (Rosario, 14 giugno 1928 – La Higuera, 9 ottobre 1967). Medico idealista, combattente e refrattario al potere, fu accanto a Castro nella lotta per la liberazione di Cuba dal dittatore Batista, ma scelse poi di non fermasi e continuare la sua battaglia in Bolivia, dove trovò la morte. Un personaggio che, a prescindere dal credo politico, risulta oggi estremamente attuale.

«Forse la resistenza all’usura dell’icona del Che e il suo fuoriuscire dalle categorie classificatorie – ha scritto Wlodek Goldkorn sull’Espresso –, sono fenomeni dovuti alla nostra insoddisfazione con la modernità che stiamo vivendo. C’è qualcosa di triste e al tempo stesso inquietante nell’anonimo pragmatismo dei capi politici che si stanno imponendo oggi in Europa e un po’ ovunque in Occidente». «Il Che – aggiunge – è il contrario della nostra triste epoca». Goldkorn insieme al santarcangiolese Gigi Riva è il curatore del volume “Che Guevara. Cinquant’anni dopo” pubblicato dal settimanale.

Ernesto Guevara va dunque storicizzato e contestualizzato: lottava per la libertà e per l’uguaglianza, e la violenza che caratterizzò alcune fasi della rivoluzione cubana fu – come per altre fasi storiche – strumento di lotta politica e conseguenza necessaria all’interno di un processo che aveva come fine il miglioramento delle condizioni di vita dei cubani, e non solo. Lotta armata come strumento di liberazione da dolore e oppressione.

La storia dell’America Latina è fatta di scontri e di forti passioni, e il “Che”, come afferma Massimo Roccaforte, è certamente una figura complessa, ma a lui si deve un’eredità che va ben al di là dei semplici ideali di libertà e uguaglianza, concretizzandosi nelle condizioni di vita dei cubani, un popolo che vanta elevati livelli di istruzione e assistenza medica e che ha potuto conoscere una forma di crescita unica nonostante il lungo embargo che l’isola ha subito.

LASCIA IL TUO COMMENTO >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 2500

Corriere Romagna (©) - 2018 P.Iva 00357860402
logo w3c