CASOLA VALSENIO

17/11/2017 - 10:51

Scoppia un incendio e si scopre una serra di marijuana

Rogo partito da un cortocircuito dell'impianto che areava e illuminava le piante di canapa

Scoppia un incendio e si scopre una serra di marijuana

L'intervento di vigili del fuoco e carabinieri

FAENZA. Avevano chiesto aiuto mercoledì mattina per spegnere il fuoco divampato al piano terra della loro casa di Sommorio, piccola frazione nelle colline tra Palazzuolo e Casola Valsenio. Vigili del fuoco e carabinieri sono arrivati subito sul posto, nonostante la neve alta quasi mezzo metro caduta in questi giorni, ma una volta spente le fiamme è rimasto un odore, strano e inconfondibile, quello di una vera e propria piantagione di marijuana. E così i carabinieri hanno arrestato un 50enne e un 34enne di Bologna con l’accusa di coltivazione illecita di sostanze stupefacenti. Il primo, originario del capoluogo emiliano, da circa un anno e mezzo aveva preso in affitto quella casa in collina. La persona che era con lui era invece il figlio della sua ex compagna con il quale era rimasto in buoni rapporti. I due, mercoledì mattina alle 7.30, si erano presentati spaventati in un ristorante del posto chiedendo aiuto. La loro casa era in fiamme e in quella zona non c’era nemmeno “campo” per chiamare con il cellulare. Gli uomini del distaccamento spengono le fiamme, ma cercando di mettere in sicurezza l’intero edificio salgono le scale insieme ai carabinieri e notano dei fili elettrici che collegano i due piani. Sono attaccati a un impianto di areazione e di illuminazione (andato in cortocircuito) che serviva a rendere operativa una vera e proprio serra. Il forte odore che si sente sin dalla strada arriva proprio da lì, dove i carabinieri trovano circa 90 piante alte oltre un metro messe già in singoli vasi. A queste si aggiungono altri 200 grammi di marijuana già essiccata.

Il più giovane dei due si è difeso dicendo di essere solo di passaggio, l’altro ha detto di aver coltivato qualche pianta, ma solo per uso personale.

Ieri mattina i due arresti sono stati convalidati dal giudice Janos Barlotti che ha disposto l’obbligo di firma per il 50enne, mentre il 34enne resta indagato a piede libero. Per trasportare le piante sotto sequestro da quella zona quasi isolata dalla neve i carabinieri e i vigili del fuoco hanno dovuto usare delle barelle per il soccorso alpino.

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