STILLICIDIO DI FURTI IN CASA

Rete anti-ladri a Villa Chiaviche

Le ultime razzie in via Pastrengo. Controlli speciali dopo l'sos

03/05/2014 - 10:28

 Rete anti-ladri a Villa Chiaviche

CESENA. Case a Villa Chiaviche bersagliate dai ladri: gli abitanti, esasperati, dicono basta. E l’sos viene raccolto e trasformato in controlli mirati su quella che da qualche tempo è diventata la zona con un record poco invidiabile: quello dei furti subiti. Già ieri i carabinieri hanno intensificato i passaggi nella frazione affacciata sulla Cervese. Oggi toccherà alla polizia fare lo stesso e questi pattugliamenti speciali andranno avanti con l’impegno alternato dei militari dell’Arma e degli agenti del Commissariato.

Ad attivarsi per sollecitare una risposta immediata e forte allo stillicidio di furti in atto è stato il sindaco Paolo Lucchi. In una delle ultime tappe del tour elettorale “face to face” che sta facendo nelle frazioni è stato sommerso dalle proteste dei cittadini di Villa Chiaviche, che hanno lamentato che i ladri imperversano ormai quotidianamente da quelle parti. A quel punto, ha deciso che bisognava concentrare i controlli lì e in quattro e quattr’otto si è riusciti a predisporre un piano di battaglia. Ora non resta che verificarne sul campo l’efficacia, sul piano sia preventivo che repressivo.

Che il problema sia serio lo si è visto anche nella serata del 30 maggio, quando almeno due abitazioni in via Pastrengo hanno ricevuto le ennesime visite sgradite. I predoni che sono penetrati in casa hanno fatto razzia di oggetti d’oro e preziosi. In un caso, hanno del tutto trascurato il bottino su cui avrebbero potuto mettere facilmente le mani costituito da attrezzature informatiche e tecnologiche. Hanno invece messo a soqquadro la camera da letto, fino a trovare dentro l’armadio i porta-gioie che contenevano alcuni oggetti d’oro. Il valore di quanto hanno arraffato dovrebbe aggirarsi tra i 2 mila e i 3 mila euro. I proprietari, al momento del colpo, non si trovavano in casa. Si sono accorti di quello che era accaduto solo quando vi hanno fatto rientro, intorno a mezzanotte. I malviventi dovevano essere piuttosto esperti. Lo si intuisce dalle tracce che hanno lasciato, che permettono di capire abbastanza bene come si sono mossi. Innanzi tutto, hanno preso un secchio che si trovava in giardino e lo hanno usato per incappucciare un lampione, in modo da oscurarlo potere agire con la copertura del buio. Poi sono riusciti in qualche maniera a non fare reagire i cani che si trovavano lì: i padroni temono che possano averli sedati. Un ultimo elemento che lascia intravedere una certa perizia criminale è il fatto che siano entrati passando da una finestra, che hanno forzato probabilmente con un piede di poco, ma senza romperla, riuscendo poi ad aprire gli scuroni. (gpc)

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