CESENATICO

07/02/2019 - 07:41

di GIAN PAOLO CASTAGNOLI

Da Cesenatico a Bruxelles, Zoffoli e la scalata dell’Everest: 70 mila preferenze per la rielezione

L’ex sindaco tentato da una missione ardua. A spingerlo c’è anche il fustigatore di «Salvini fannullone»

Da Cesenatico a Bruxelles, Zoffoli e la scalata dell’Everest: 70 mila preferenze per la rielezione
CESENATICO. Tra poche settimane si farà chiarezza anche sul futuro di Damiano Zoffoli. Dentro il Parlamento Europeo si è fatto apprezzare e lui, se il Pd gliene darà l'opportunità, sembra solleticato dalla sfida molto complicata che avrebbe di fronte se si ricandidasse alle elezioni di maggio. Con il prevedibile calo di voti del Partito Democratico rispetto allo stratosferico 41% del 2014, alcuni stimano che a ciascuno dei suoi candidati serviranno almeno 70.000 preferenze per entrare nell’Europarlamento. Cinque anni fa Zoffoli ne conquistò circa 53.000, quasi tutti in Emilia-Romagna. Ci sarebbero quindi margini di crescita importanti nella zona veneta del suo collegio, dove nel frattempo si è fatto conoscere. L’ex sindaco di Cesenatico è tra l’altro abituato alle imprese impossibili, fin da quando riuscì a diventare consigliere regionale, nonostante nello stesso comprensorio fosse in corsa anche Paolo Lucchi, che ebbe ancora più consensi.

Durante la visita di questa settimana, Marc Tarabella, eurodeputato belga con nonni toscani, in una breve chiacchierata con il gruppo degli ospiti emiliano-romagnoli, ha elogiato Zoffoli per il modo in cui ha interpretato il suo incarico. Un attestato di stima significativo se si pensa che arriva da chi è diventato famoso in tutta Europa per l’attacco fatto a Salvini in quanto «fannullone» e assenteista nei lavori dell'Europarlamento. Quella critica risuonò pubblicamente nell’emiciclo dell’Europarlamento ed è stata immortalata su un video virale, che su Youtube ha avuto svariati milioni di visualizzazioni. Anche gli europarlamentari italiani Elly Schlein e Nicola Danti, coinvolti nell'incontro con gli ospiti di Zoffoli, ne hanno evidenziato l'ottimo lavoro svolto. Colpiscono in particolare il modo autenticamente appassionato in cui difende i valori europei ma senza nasconderne alcuni punti deboli e il fatto di non avere minimamente assunto certi atteggiamenti “da casta” che purtroppo non sono insoliti quando si ricoprono ruoli così prestigiosi.

Damiano Zoffoli, pur consapevole della inesorabile avanzata dei sovranisti anti-europeisti, è convinto che alla fine le tre grandi famiglie politiche che credono nella Ue, e cioè i socialdemocratici, il Ppe e Alde, avranno la maggioranza. Dopodiché bisognerà subito rimettersi a lavorare sodo per la programmazione europea 2021-2027, roba da oltre 1.000 miliardi di euro, con la prospettiva di un taglio ai fondi per l’agricoltura, che è molto allarmante per un territorio come quello romagnolo. In compenso, per l’Italia ci sarà un aumento di risorse per il sociale, dovuto al fatto che nella suddivisione tra i vari Paesi si terrà conto dei tassi di disoccupazione e di altri fattori come quello migratorio, che vedono il nostro Paese in difficoltà.
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