CESENA

01/02/2019 - 13:12

"Sesso in ospedale col gel per le ecografie". Archiviazione per la posizione del medico di Cesena

Resta invece imputata di stalking la paziente

"Sesso in ospedale col gel per le ecografie". Archiviazione per la posizione del medico di Cesena

CESENA. Si è messo un primo punto fermo in una delle accuse incrociate di natura penale tra un medico del Bufalini e una paziente ed ex dipendente dello stesso ospedale. Lui era stato indagato a seguito di una denuncia della donna, che aveva ventilato i reati di interruzione di pubblico servizio e di peculato perché avrebbe avuto rapporti sessuali nell’ambiente ospedaliero durante l’orario di lavoro e in un’occasione avrebbe anche utilizzato, sempre secondo la versione dell’accusatrice, del gel di proprietà della struttura sanitaria. Questa accusa, sempre smentita dal medico, è stata già giudicata come infondata nelle settimane scorse.

Infatti il pubblico ministero che ha condotto gli accertamenti del caso ne ha chiesto l’archiviazione, che è stata poi disposta dall’ufficio del gip del tribunale di Forlì. Quindi si tratta di un capitolo chiuso, almeno per ora visto che non risultano opposizioni all’archiviazione.

A sottolinearlo è l’avvocato Francesco Barducci, che assiste il medico e sua moglie, anche nell’altra vicenda legale in cui invece la donna è imputata. In un processo in corso è chiamata a rispondere di un’accusa molto grave: quella di stalking, nella forma aggravata prevista dal terzo comma dell’articolo 612 bis del Codice penale (che è appunto quello che punisce gli atti persecutori): è quella che prevede in particolari casi un inasprimento della pena base, che è già sostanziosa (da un minimo di 6 mesi a un massimo di 5 anni). Oltre a questa ipotesi di reato, al vaglio dei magistrati ce n’è una seconda, per diffamazione. Quindi in quel procedimento giudiziario - evidenzia l’avvocato Barducci - la donna «è chiamata a difendersi a fronte di un capo di incolpazione redatto dall’autorità inquirente all’esito delle indagini svolte». E «non è a processo per essersi inventata chissà quale fantasiosa storia», ma per un reato pesante.

L’imputata continua a sostenere che all’origine di tutto c’è una relazione sessuale avuta con il medico, ma come detto questa era la sua tesi ufficializzata con una denuncia fatta tramite l’avvocato Lucrezia Pasolini e affossata dall’archiviazione del magistrato. Dal canto suo, il professionista del Bufalini che assieme a sua moglie è la parte offesa nel processo in corso ha sempre negato quella versione. Ma il fulcro del procedimento giudiziario ancora aperto non ha a che fare con questi aspetti: ora in ballo c’è l’accusa di stalking e di diffamazione che pende sulla testa della donna.

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