CESENA

08/10/2018 - 11:27

di GIAN PAOLO CASTAGNOLI

Meno lutti sulle strade del Cesenate, ma più pedoni feriti

Morti in calo, contro un +23% in regione. Ma dal 2010 gli investiti a piedi sono cresciuti del 45%

Meno lutti sulle strade del Cesenate, ma più pedoni feriti

CESENA. Sulle strade della provincia di Forlì-Cesena calano gli incidenti e si muore di meno. Ma anche se gli ultimi dati disponibili, riferiti all’anno scorso, sono tra i più incoraggianti su scala regionale per quel che riguarda la tendenza, l’obiettivo che ci si era posti a livello europeo resta una chimera. Nel decennio 2010-2020 si puntava a dimezzare il numero di decessi a seguito di incidenti stradali, e invece i 31 registrati nel 2017 non sono molti meno dei 34 che erano il punto di partenza all’inizio del decennio, così come nel 2016.

Però va detto che il calo dell’8,8% dal 2016 al 2017 è quasi un record in Emilia-Romagna: solo Ferrara ha fatto meglio (-17,9%) e la media regionale va in tutt’altra direzione, con un aumento del numero di morti pari al 23,1%.

Passi avanti

Nella zona di Forlì-Cesena, oltre ai decessi, sono calati anche gli incidenti (1.654, con una diminuzione dell’1,6% dal 2016 al 2017 e 110 sinistri in meno del 2010), e i feriti (2.137, cioè ben 200 in meno rispetto al 2010, mentre la flessione rispetto al 2016 è stata dello 0,9%.

Questi passi avanti, ancor più apprezzabili se si considera che il parco di veicoli in circolazione è aumentato dell’1,2%, hanno fatto sì che il costo sociale degli incidenti sia diminuito di circa 5 milioni di euro dal 2016 al 2017.

Emergenza pedoni

Un dato interessante è quello che riguarda “l’identikit” dei feriti: nonostante, come detto, siano un po’ calati, c’è stato invece un forte incremento di quelli che viaggiavano in sella a ciclomotori (+6,5%) e su veicoli speciali (+27,8%), e ancor più dei pedoni (+32,8%, che diventa addirittura +45,3% se si fa il confronto con il 2010). Per questa ultima categoria sono anche raddoppiati i decessi (da 3 a 6). Numeri che confermano l’esigenza di tutelare i cosiddetti utenti deboli della strada. È andata comunque ancora peggio ai guidatori di autocarri per quel che riguarda i lutti: l’anno scorso hanno perso la vita in quattro, mentre nel 2016 c’era stato un unico caso di questo genere.

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