CESENA

05/10/2018 - 08:54

di GIAN PAOLO CASTAGNOLI

Eco-bomba disinnescata dopo dieci anni a Cesena

Risanamento ultimato dopo un inquinamento del sottosuolo all’autoporto. Svincolata fidejussione da 25mila euro a garanzia

Eco-bomba disinnescata dopo dieci anni a Cesena

CESENA. A dieci anni di distanza da quando Davide Fabbri, allora consigliere comunale dei Verdi, lanciò per primo l’allarme, si è scritta la parola “fine” a un caso di inquinamento del sottosuolo che aveva destato forti preoccupazioni. Un problema che fu individuato addirittura nel lontano 2005, quando nella zona dell’autoporto di Pievesestina la rottura delle condotte di un impianto di distribuzione del carburante provocò una dispersione di sostanze tossiche nel terreno e nelle falde.

Bonifica decisa 6 anni fa

Il Comune si attivò, ma solo nel 2012 si definì un progetto di bonifica dell’area contaminata. Alcune settimane fa, Arpae ha comunicato a Palazzo Albornoz che l’intervento di risanamento ambientale si è concluso in modo positivo. E nei giorni scorsi è stato fatto il passo ufficiale definitivo per questa annosa vicenda: è stata svincolata una fidejussione da circa 25 mila euro, che proprio nel 2012 la società che gestisce il Centro per l’autotrasporto aveva prestato al Comune. Un’operazione fatta attraverso la Banca Popolare dell’Emilia-Romagna, a garanzia della corretta esecuzione delle opere di bonifica contemplate nel progetto che era stato approvato.

Grave minaccia ambientale

Quella che è stata finalmente disinnescata era una eco-bomba da non sottovalutare. Nel 2008 era diventato un caso politico, quando l’assessore all’Ambiente in carica in quel periodo, Severino Bazzani, aveva rivelato in consiglio comunale, dopo essere stato incalzato da un’interpellanza di Davide Fabbri: «Tutto ha avuto inizio da un controllo dell’Arpa sul rio Casale, che scorre vicino all’autoporto, nel novembre 2005. All’inizio si scoprì un inquinamento prodotto da scarichi provenienti dall’area dell’autoporto. Verifiche successive hanno fatto emergere una contaminazione su un’area grande 30 metri per 40, in cui è penetrato del gasolio fuoriuscito dalla rottura di serbatoi interrati. E a 250-260 metri di distanza da lì - aveva concluso l’assessore - è stata trovata nella falda una concentrazione molto elevata di piombo, una sostanza velenosissima».

Ora, per fortuna, la bonifica è stata effettuata e quella emergenza ambientale è solo un brutto ricordo.

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