BORGHI

01/10/2018 - 15:19

Piantagioni di cannabis nei boschi di Ginestreto: arrestati due amici

Vivono a Borghi: ripresi da telecamere piazzate appositamente dai carabinieri

Piantagioni di cannabis nei boschi di Ginestreto: arrestati due amici

BORGHI. Nella boscaglia una piantagione abusiva di cannabis. Che se debitamente essiccata avrebbe potuto fruttare tanta marijuana da spacciare. È questa l’accusa che ha spinto i carabinieri di Sogliano ad indagare due persone: una delle quali è già nota alle cronache anche per essere tra i minori (d’età) di una famiglia legata alle cronache del sequestro dell’imprenditore bresciano Soffiantini.

Il 22 settembre militari del Norm di Cesenatico, del Nucleo Investigativo di Forlì e di Sogliano, hanno notificato l’arresto con obbligo di dimora (firmato dal Gip Massimo De Paoli) Francesco Moro, 43 anni di Borghi ed Olsi Mesiti, 37 anni: quest’ultimo di origini albanesi, ufficialmente residente nel riminese ma di fatto anche lui domiciliato a Borghi. Sono accusati di aver allestito, a Ginestreto tre piantagioni di “canapa indica”: 42 piante le cui infiorescenze potevano essere cedute a terzi anche come droga.

Le indagini che hanno portato alle due ordinanze del Gip sono state coordinate dal Pm Federica Messina. Per le accuse i due, sfruttando la fitta vegetazione che caratterizza le colline della Valle del Rubicone specie nel periodo estivo, avevano allestito a Ginestreto vere e proprie piantagioni di marijuana, distanti circa 200 metri l’una dall’altra e fornite di adeguati sistemi di irrigazione e di fertilizzazione, tali da permettere la crescita della pianta, necessaria alla maturazione della sostanza prodotta.

Per raccogliere prove su di chi fossero quelle piante, gli investigatori hanno anche piazzato delle telecamere tra i boschi.

Le 42 piante (alcune delle quali erano quasi “a maturazione” ed alte oltre 2 metri), nonché gli artigianali sistemi di irrigazione e quant’altro necessario alla coltivazione, sono stati sottoposti a sequestro dai carabinieri, al fine di procede, per quanto attiene allo stupefacente, ai dovuti accertamenti chimici, necessari all’estrapolazione della qualità della stessa e del principio attivo contenuto.

La quantità di delta-9-tetraidrocannabinolo, infatti, ora è fondamentale a fini processuali. È ciò che distingue la marijuana (illegale) dalla sostanza “light” che invece è ormai legale al punto che viene venduta anche in appositi negozi e sotto le più svariate forme.

I due arrestati per ora hanno l’obbligo di dimora e di permanenza in casa dalle 20 alle 7. Almeno fino a questa mattina quando (difesi dall’avvocato Cesare Brancaleoni di Rimini) compariranno per davanti al Gip per essere sentiti.

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