CESENA

Scongiurata la “tariffa sulle salme”, le spese verranno pagate dai Comuni

I familiari avrebbero dovuto versare 112 ore euro al giorno. Stop per il 2018, poi copertura con fondi dell’Unione

26/07/2018 - 08:33

Scongiurata la “tariffa sulle salme”, le spese verranno pagate dai Comuni

CESENA. Fino alla fine di quest’anno si continuerà a non pagare per la permanenza dei defunti nelle camere mortuarie degli ospedali. E anche successivamente i cittadini residenti nei comuni di Cesena, Montiano, Mercato Saraceno, Sarsina, Bagno di Romagna e Verghereto non dovranno versare quello che sarebbe un balzello veramente odioso, in quanto si farà carico delle spese l’Unione Valle Savio.

Lo fanno sapere i sindaci Paolo Lucchi, Fabio Molari, Monica Rossi, Enrico Cangini, Marco Baccini ed Enrico Salvi, che hanno accolto con sollievo la decisione dell’Azienda Usl della Romagna di avviare un periodo di sperimentazione che per tutto l’anno 2018 consentirà di non pagare nulla per la “sosta” dei cadaveri all’interno delle camere mortuarie, in attesa del funerale. Dopodiché i costi verranno coperti dall’Unione con proprie risorse.

Altolà a 112 euro al giorno

«Lo scorso 3 novembre - ricordano gli amministratori comunali - l’Ausl della Romagna aveva deliberato che per l’accoglienza delle salme presso le sue strutture sanitarie i familiari dovessero versare 112 euro al giorno. Come sindaci dell’Unione Valle Savio, ci eravamo opposti con forza a questa decisione, scrivendo una nota all’Ausl, il 12 dicembre 2017, per esprimere tutta la nostra contrarietà. Se è vero infatti che il servizio di accoglienza delle salme è una funzione che per legge è di competenza dei Comuni e non rientra nei compiti istituzionali di un’azienda sanitaria, è altrettanto vero che è ingiusto che nei Comuni che non dispongono di una camera mortuaria comunale, come i nostri, e si appoggiano pertanto agli ospedali per questo servizio, i parenti del defunto debbano pagare cifre che potrebbero ammontare anche a diverse centinaia di euro. Così facendo, si aggiungerebbe un ulteriore preoccupazione a famiglie già alle prese con un momento difficilissimo come è quello della scomparsa di un congiunto, e noi riteniamo invece che ciò vada evitato».

Il periodo di sperimentazione

Perciò viene espressa soddisfazione per il fatto che l’Ausl si sia adeguata a quanto il 2 maggio scorso è stato stabilito nell’Ufficio di Presidenza della Conferenza territoriale sociale sanitaria della Romagna ed è stato poi ribadito il 12 giugno. Alla fine, è stata infatti condivisa l’esigenza avviare una sperimentazione che prevede che fino alla fine del 2018 si continuerà a non pagare per la permanenza dei defunti nelle camere mortuarie degli ospedali. «In questo modo - spiegano i sindaci - riusciremo a capire esattamente a quanto ammonti il costo del quale la nostra Unione dovrà farsi carico, con una contabilizzazione che concretamente avverrà a partire dal 1° gennaio 2019. Mentre per il servizio di vestizione e di tanatocosmesi è garantito un trattamento di assoluta equità, dal momento che ciascun familiare, come disposto dalla Regione, potrà organizzare questo servizio per il proprio caro attraverso le agenzie di pompe funebri, per quanto riguarda l’accoglienza delle salme dei loro cari nelle strutture ospedaliere i cittadini dei nostri comuni hanno la certezza che continueranno a non pagare questo servizio».

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