CESENA

29/06/2018 - 13:35

Caso Teverini, l'accusa è pronta

Presto l’udienza dal Gip per omicidio a carico del marito

Caso Teverini,  l'accusa è pronta

CESENA. “Chi l’ha Visto?”, la popolare trasmissione Tv dedicata alle persone scomparse, sta per entrare in pausa estiva. Non sarà in onda il prossimo 6 luglio quando una delle storie che segue da tanti anni vivrà un suo momento culminante: l’udienza per la richiesta di rinvio a giudizio a carico di Costante Alessandri. Il marito di Manuela Teverini, donna scomparsa 18 anni fa dalla sua casa di via Capannaguzzo.

In attesa di capire cosa accadrà in Aula “Chi l’ha Visto?” ieri sera ha riepilogato la situazione.

Costante Alessandri andrà davanti al Gip con accuse di omicidio della moglie ed occultamento di cadavere. Ma anche di detenzione di materiale pedo pornografico: venuta a galla, quest’ultima, dopo perquisizioni della Squadra Mobile sul suo pc. Il processo per il materiale pornografico è datato novembre 2018 e sarà disgiunto dall’imminente udienza per la scomparsa e la morte d Manuela. Aveva avuto un decreto penale di condanna, Alessandri, ed a questo si è opposto.

“Chi l’ha visto?” due sere fa ha dedicato alla scomparsa della Teverini l’ultimissima parte (quella verso mezzanotte) della sua trasmissione.

L’ipotesi è che si vada in aula verso un rito Abbreviato. In questo caso la difesa significherebbe la possibilità di fare valutare “allo stato degli atti” (e quindi senza altri approfondimenti) se siano o meno fondate le accuse formulate dal pm Filippo Santangelo: quelle di avere ucciso la moglie 18 anni fa e di averne poi fatto sparire il corpo.

Tra l’altro, anche in caso di condanna, la scelta del giudizio abbreviato garantirebbe uno sconto pari a un terzo della pena.

Davanti al giudice Giorgio Di Giorgio per decidere se accogliere o respingere la richiesta a giudizio avanzata dalla pubblica accusa, saranno 7 le parti civili. La mamma, la figlia, tre sorelle e due fratelli di Manuela Teverini, tutelati degli avvocati Carlotta Mattei e Antonio Baldacci.

Finora il difensore di Costante Alessandri, l’avvocato Carlo Benini, ha solo preannunciato la “mossa” che per la verità pareva nell’aria anche prima della scorsa udienza. Dopo la chiusura dell’indagine bis, l’avvocato ha sempre sostenuto che le prove contro il proprio cliente sarebbero scarse, per non dire nulle. In particolare, ha evidenziato come non sia stato rinvenuto alcun resto della donna che il 5 aprile 2000 sparì dall’abitazione dove abitava a Capannaguzzo. La richiesta dunque potrebbe essere quella di un Abbreviato che, se non viene subordinato a integrazioni rispetto al quadro esistente, è una libera scelta dell’imputato a cui nessuno può opporsi.

“Chi l’ha visto?”, sulle accuse di omicidio ed occultamento di cadavere, due sere fa ha battuto parecchio sul chiodo del possibile movente economico.

Costante Alessandri aveva da poco appreso che la moglie aveva creato dei libretti a suo nome con 100 mia euro circa di risparmi. Marito e moglie erano in una fase di tensione che sembrava preludere ad una separazione. E, anche per la procura (l’accusa è coordinata dal capo procuratore facente funzione Filippo Santangelo) questa potrebbe essere stata la mola che ha scatenato una furia omicida: l’idea di perdere tutto assieme al proprio matrimonio. Casa, soldi e figlia. Quella stesa figlia che, ormai da un po’ maggiorenne, si presenta come parte civile al procedimento contro il padre.

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