CESENA

01/06/2018 - 12:43

di IACOPO BAIARDI

Ladri ancora al calzaturificio Zanotti: fatte sparire scarpe pronte alla consegna

Un commando di 5-8 persone ha sfondato e ripulito il magazzino in un paio di minuti. L’azienda: «Sesto furto in tre anni; leggi, mezzi e risorse a disposizione sono insufficienti»

Ladri ancora al calzaturificio Zanotti: fatte sparire scarpe pronte alla consegna

SAN MAURO PASCOLI. I “soliti ignoti” si rifanno un’altra collezione di scarpe griffate Giuseppe Zanotti. Lo fanno sfondando nella notte tra martedì e mercoledì la porta del magazzino sul retro della azienda calzaturiera e caricando in un paio di minuti il furgone con cui si erano presentati in piena notte nell’azienda che ha la sua sede nella zona industriale sammaurese, in via dell’Artigianato, mentre i malviventi sono entrati da via dell’Indipendenza.

L’ennesimo furto a una azienda particolarmente presa di mira che dimostra una volta di più anche la debolezza dei sistemi di protezione messi in atto.

Il furto

Come già in altre occasioni, il commando di malviventi - che secondo le prime stime era composto da un numero tra 5 e 8 banditi - è arrivato poco dopo le 3 di notte sul retro dello stabilimento, in zona magazzino, a bordo di una automobile e di un furgone, che nel tardo pomeriggio di ieri non erano ancora stati ritrovati. I malviventi hanno parzialmente bloccato la strada con transenne e tronchi di legno trovati in zona. Questo per ostacolare l’arrivo delle forze dell’ordine e per garantirsi un maggior margine nella fuga precipitosa. Poi hanno scardinato un cancello scorrevole, colpendolo probabilmente con uno dei due mezzi a disposizione, quindi hanno avuto facilmente ragione della leggera apertura a soffietto del magazzino vero e proprio, dove erano pronte per essere spedite all’estero - dove l’azienda sammaurese sviluppa gran parte del suo fatturato - numerose scatole con le scarpe di lusso prodotte. Gli organizzati malviventi in un paio di minuti hanno riempito il furgone e se ne sono andati.

L’allarme

L’allarme è scattato in tempo reale da parte della guardia giurata assunta dall’azienda, che però è stato scelto che rimanga sul davanti, lato autostrada, e una volta che è arrivato sul luogo del colpo i malviventi erano già spariti e il danno era fatto. «La guardia giurata a presidio dello stabilimento non ha potuto fare altro che allertare i colleghi e le forze dell’ordine che però sono intervenuti troppo tardi», commentano dall’azienda.

Il bottino

L’azienda ieri non aveva ancora presentato denuncia e stava quantificando esattamente i danni tramite inventario. Questi comunque sono elevati, considerando i prezzi a cui vengono vendute le scarpe con questo marchio. L’azienda parla della sottrazione di un centinaio di colli di merce pronta per essere spedita in tutto il mondo. Quindi si tratta come minimo di un bottino di svariate decine di migliaia di euro. Che assommato a quello dei colpi precedenti porta il totale rimesso dall’azienda a una cifra milionaria.

Le indagini

Delle indagini se ne occupano i carabinieri della stazione di San Mauro Pascoli, del nucleo operativo radiomobile di Cesenatico e del nucleo investigativo di Forlì. Stanno valutando la situazione e uno dei nodi da sciogliere è capire come mai questa azienda sia ripetutamente colpita dai ladri, che riescono sempre a fare bottini importanti e a trovare sempre tanto materiale pronto per essere consegnato. i carabinieri indagano a trecentosessanta gradi anche per capire da chi i malviventi possano avere eventuali informazioni sensibili.

L’azienda

Facilmente comprensibile l’amarezza del management del gruppo calzaturiero guidato dallo stilista 61enne Giuseppe Zanotti. L’azienda, che opera sul territorio da circa 30 anni e vanta un fatturato di 174 milioni di euro e 780 dipendenti in tutto il mondo, di cui 451 in Italia, lamenta «il sesto furto importante negli ultimi tre anni; l’ultimo è avvenuto solo due mesi fa, ai danni dell’outlet sito accanto allo stabilimento produttivo con un danno economico complessivo molto ingente. Appare evidente che ci troviamo di fronte a commandos organizzati, non semplici ladri, che operano in modo rapido e mirato e che le leggi, i mezzi e le risorse a disposizione sono insufficienti per contrastare questa escalation».

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