CESENA

19/04/2018 - 12:48

Morta per influenza Ausl chiamata a processo

Manuela Manco abitava a Gambettola, aveva 34 anni, insegnava ed era incinta di 26 settimane: la secondogenita è sopravvissuta

Morta per influenza Ausl chiamata a processo

CESENA. Entra anche l’Ausl nel processo per la morte di Manuela Manco, la 34enne professoressa di matematica di origine pugliese e residente a Gambettola, deceduta all’ospedale Bufalini l’8 febbraio 2015 per complicazioni derivanti da una influenza. La giovane donna era incinta di 26 settimane e fu fatta partorire con un taglio cesareo. La bambina, pur prematura, è sopravvissuta e adesso vive con la sorellina di circa tre anni più grande e il padre in provincia di Pescara, dove era originario l’uomo. La donna al momento della scomparsa insegnava alle scuole medie di Gambettola, ma in precedenza aveva fatto supplenza in varie scuole del territorio.

Il processo

Intanto il processo va avanti. L’accusa è di omicidio derivante da colpa medica e gli imputati sono i dottori Costantino Mastronardi di Cesena ed Emiliano Gamberini di Bagnacavallo, difesi dall’avvocato Antonella Monteleone. Ieri è stata avanzata la richiesta dell’avvocato Saschia Soli di Perugia che tutela le parti civili (il marito della vittima, anche come tutore delle due figlie piccole, e altri parenti di Manuela Manco) per la citazione in giudizio del responsabile civile dell’Ausl. In pratica ieri in aula il giudice Floriana Lisena ha proceduto alla lettura del decreto e poi ci si è aggiornati alle prossime udienze, fissandone una per il 24 maggio, mentre poi il processo entrerà nel vivo a partire dall’inizio del 2019, anno in cui è previsto anche che si concluda. La chiamata in causa dell’Ausl serve anche per chiamarla in causa in caso di condanna per il risarcimento alle parti civili, in particolare alle due figlie piccole della donna deceduta.

La vicenda

Manuela Manco era morta l’8 febbraio 2015 al Bufalini dove era stata ricoverata da una settimana per le complicazioni di un’influenza sfociate in una polmonite. A far partire l’inchiesta era stato un esposto presentato dai suoi parenti. Il referto di morte della donna parlava di un’embolia polmonare come possibile causa diretta della morte. Inizialmente gli avvisi di garanzia erano stati recapitati a una quindicina di persone, tutti i medici di base che hanno seguito Manuela, e i medici di pronto soccorso, medicina d’urgenza e terapia intensiva, che ne hanno seguito il decorso fino alla morte. La perizia medico legale era stata affidata al professor Franco Tagliaro di Verona.

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