LUDOPATIA

30/11/2017 - 16:05

di GIORGIA CANALI

Gioco d'azzardo:sono 91 su 99 le sale da chiudere o da spostare

Centri scommesse o attività di videolottery con le nuove regole presto in vigore dovranno essere a 500 metri da tutti i luoghi "sensibili"

Gioco d'azzardo:sono 91 su 99 le sale da chiudere o da spostare

CESENA. Da una prima stima sarebbero al massimo 7 o 8 le sale scommesse o le attività con videolottery che potranno continuare ad esercitare questa parte di attività dove si trovano: le altre dovranno smettere o trasferirsi altrove. Tra queste anche il Bingo e l’Ippodromo, ma per quest’ultimo l’amministrazione ha chiesto ai consiglieri regionali di attivarsi perché si preveda una deroga.

Questo è quanto si evince dalle prime stime fatte sulla base della mappa delle zone sensibili presentata in conferenza stampa e che diventerà ufficiale con il voto del consiglio comunale previsto per metà dicembre.

Luoghi sensibili

A giugno la giunta regionale dell’Emilia Romagna ha approvato la delibera con le modalità attuative del divieto di apertura di sale giochi nell’ambito di 500 metri da luoghi definiti sensibili. Compito delle amministrazioni in questa prima fase era mappare questi luoghi, nella cui definizione rientrano istituti scolastici di ogni genere e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.

«La Regione - ha spiegato l’assessore Orazio Moretti - ci dava la possibilità di aggiungere, motivando eventuali altre categorie di luoghi sensibili, ma abbiamo scelto di non farlo. Entro 500 metri dalle aree che abbiamo individuato non potranno più insediarsi attività riconducibili al gioco d’azzardo, e chi già c’è dovrà trasferirsi a distanza di sicurezza».

Aree “slot free”

Mappati i luoghi sensibili l’amministrazione ha provato disegnare le “aree di rispetto”: «Abbiamo misurato di 500 metri “a compasso” - spiega Moretti - metodo che ci aiuta ad avere un’idea più chiara delle aree che saranno interdette a sale scommesse e slot machine, anche se per avere certezze bisognerà attendere le misurazioni ufficiali a cui la Polizia Municipale sta già lavorando.

In 91 a rischio chiusura

In base alle prime proiezioni dei 99 locali con sale gioco o sale scommessa, attualmente conosciuti, 91 dovrebbero essere quelle interessate dai provvedimenti di chiusura o che non potranno rinnovare i contratti in essere per slot machine e video lottery.

Si tratta in realtà di numeri destinati ad aumentare: 99 è infatti il numero delle attività che hanno chiesto ed ottenuto l’autorizzazione dalla Questura, mentre ci sono macchine, che non essendo collegate non al sistema telematico del monopolio, non hanno bisogno di essere autorizzate. Anche queste rientreranno nel divieto, ma quante e dove sono lo si scoprirà solo nella fase di approfondimento delle aree di interdizione.

Caso Ippodromo

Se gli impianti sportivi in generale sono considerati luoghi sensibili, fa caso a sé l’Ippodromo: «Allo stato attuale - ha spiegato il sindaco Paolo Lucchi - anche l’Ippodromo in quanto impianto sportivo, dovrebbe chiudere la propria sala scommesse. Abbiamo chiesto ai consiglieri comunali di attivarsi per una deroga. A differenza di altre realtà, infatti, le scommesse in quel caso sono insite nella natura stessa dell’attività dell’ippodromo».

Stessa zona ma destino, probabilmente diverso per il Bingo, che stando alle prime ipotesi potrebbe continuare la propria attività solo trasferendosi altrove.

Una volta approvata la mappa dei luoghi sensibili le attività in zona interdetta avranno sei mesi per chiudere o dismettere le slot, ma è prevista una proroga di altri sei mesi per chi presenterà richiesta di permesso di costruire o un’istanza di avvio di attività altrove.

Contro la ludopatia

L’impegno dell’amministrazione contro la ludopatia non è nuovo: «Già nel 2012 il Consiglio comunale di Cesena approvò all’unanimità una delle prime delibere in regione, con le linee d’indirizzo per dell’impegno contro il gioco d’azzardo. Da quella delibera - ha ricordato Benedetti - sono nate iniziative e progetti che hanno visto il coinvolgimento di scuole e quartieri».

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