CALCIO E DEBITI

03/11/2016 - 13:12

Mutuo col Credito sportivo: in sospeso pagamento rate

Apprensione in Comune per la fidejussione all'A.C. Cesena

Mutuo col Credito sportivo: in sospeso pagamento rate

La tribuna del Manuzzi dopo i lavori

CESENA. Oltre ai guai sul terreno di gioco, per il Cavalluccio ne spuntano altri sul fronte finanziario. Sono legati a un mutuo che ha ottenuto dal Credito Sportivo, in sostituzione di uno precedente che risaliva all’era Campedelli. Il problema è che da qualche mese non riesce a restituire le rate nei tempi pattuiti. Una vicenda che rischia di avere effetti anche sulle casse del Comune e perciò viene seguita con un po’ di apprensione in municipio.

La vicenda tocca non solo la società calcistica presieduta da Giorgio Lugaresi ma anche Palazzo Albornoz, perché su quel finanziamento da 2 milioni di euro abbondanti c’è una fideiussione che è stata prestata dal Comune. Ciò significa che, in caso di inadempienza, il Credito Sportivo potrebbe rivalersi su quelli che sono soldi pubblici dei contribuenti.

Per il momento è solo uno spettro, perché già in passato il Cesena Calcio, che era in affanno, si rimise in carreggiata. E lo fece proprio accendendo questo nuovo mutuo, tra l’altro, a condizioni non molto vantaggiose, visto che gli interessi da pagare sono pari al 6,275% (non poco in questo periodo in cui i tassi sono vicini allo zero). IL problema è che da verifiche fatte in questi ultimi giorni risulta un’insolvenza già sulla rata di luglio. La mora è scattata da ormai cento giorni (costringendo a pagare interessi supplementari) e la cifra maturata che non è stata versata con puntualità sfiora i 100 mila euro.

E’ una situazione che in Comune viene monitorata attentamente, proprio perché l’ente pubblico ha fornito una propria garanzia sui 2 milioni e 83 mila euro che l’A.C. Cesena ha avuto dal Credito Sportivo, sotto forma di mutuo erogato lo scorso febbraio.

La storia delle prime fidejussioni concesse dal Comune al Cesena Calcio risale al 2011 e in più di un’occasione si è levata qualche voce di chi non condiviso quell’intervento, che trova però un suo fondamento anche nel fatto che la casa dei bianconeri, cioè lo stadio, è di proprietà del Comune ed i finanziamenti servivano proprio per lavori su quell’impianto.

Gian Paolo Castagnoli

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