INFLUENZA

07/11/2015 - 18:40

Vaccini in ritardo

Disdetti gli appuntamenti dai medici di base

Vaccini in ritardo

CESENA. La campagna di vaccini anti influenzali avrà una falsa partenza, almeno per Cesena. La casa farmaceutica che produce il vaccino, infatti, non è stata in grado di confezionare e spedire già il quantitativo adatto per dare il via all’unisono alle vaccinazioni 2015/2016.

Cesena dunque resterà “indietro” almeno di qualche giorno, è la previsione più ottimistica che arriva dall’Ausl e che parla di un possibile sblocco della situazione già a metà della prossima settimana.

«Solitamente già da fine agosto ricevevamo le richieste di quantificare numericamente il numero di pazienti in carico a vaccinare - spiegano i medici di base che hanno qualche giorno fa ricevuto la comunicazione di ritardo - Quest’anno invece la richieste di “conteggio” è arrivata in autunno. Già quello lasciava presagire che non si sarebbe trattato di una partenza “normale se raffrontata con gli altri anni».

Molti pazienti, soprattutto tra gli anziani, avevano già prenotato l’appuntamento dal proprio medico. Sono stati chiamati per disdire e rinviare il vaccino a data da destinarsi.

Se non altro il ritardo arriva in un anno in cui, ancora la temperatura mite sta garantendo un non dilagare del virus influenzale. Le vaccinazioni forzatamente posticipate avranno anche l’effetto di prolungare la copertura a primavera inoltrata, quando è presumibile possa “posticiparsi” anche almeno pare dell’epidemia.

L’influenza costituisce un rilevante problema di sanità pubblica a causa della sua contagiosità, delle possibili gravi complicanze, dell’esistenza di serbatoi animali e della variabilità dei virus influenzali. La prevenzione dell’influenza rappresenta quindi un importante intervento di sanità pubblica sia per l’impatto sulla popolazione, specialmente sulle persone con condizioni di maggiore rischio, sia per l’impegno dei servizi sanitari.

Nei paesi industrializzati le complicanze dovute all’influenza costituiscono ancora oggi una delle principali cause di mortalità per malattia infettiva, immediatamente dopo Aids e tubercolosi.

In Italia le complicanze dell’influenza causano ogni anno numerosi decessi, l’80% dei quali in persone di oltre 65 anni.

Nella passata epidemia influenzale, una delle più intense e virulente degli ultimi anni, in Emilia Romagna sono stati registrati 169 casi gravi (di cui 32 in Romagna) e 61 decessi (di cui 12 nel territorio romagnolo).

Dall’analisi dei dati emerge che le persone che hanno presentato complicanze gravi rientravano quasi tutte nelle categorie a rischio e in quanto tali avrebbero dovuto essere vaccinate, mentre solo 34 lo erano state.

Per il fatto che i sintomi dell’influenza sono simili a quelli di altre malattie respiratorie, il termine influenza viene spesso impropriamente attribuito ad affezioni, anche banali, delle prime vie aeree di natura sia batterica che virale e ciò porta a minimizzare l’importanza di questa infezione come causa di morbosità e di mortalità.

La fascia di età più colpita dalla malattia è quella pediatrica, ma le forme complicate e la mortalità sono soprattutto a carico delle persone anziane.

Nel corso di epidemie estese si possono avere importanti ripercussioni negative oltre che sulla salute anche sulle attività lavorative e sulla funzionalità dei servizi di pubblica utilità, in primo luogo di quelli sanitari.

«Sulla base di tali considerazioni è evidente che la prevenzione dell’influenza deve essere oggetto di massima considerazione da parte delle Autorità Sanitarie», spiegano all’Ausl.

La prevenzione dell’influenza si basa principalmente sulla vaccinazione, oltre che su misure di igiene e protezione individuale, con particolare riferimento alla buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie.

La vaccinazione, oltre ad essere un ottimo mezzo per prevenire la malattia, è in grado di ridurre significativamente le complicanze.

«L’anno scorso - spiegano all’Ausl - l’Emilia Romagna è stata una delle aree maggiormente interessate dall’epidemia influenzale, che ha raggiunto il picco nella quarta settimana del mese di gennaio 2015 e si è mantenuta a livelli di incidenza piuttosto elevati fino a fine febbraio 2015.

Durante tutto il periodo influenzale si sono registrati circa 572.000 casi, corrispondenti al 13% della popolazione totale.

Le fasce di età più colpite sono risultate quella dei bambini fino ai 4 anni (con incidenza massima di 34 casi per 1.000 abitanti durante l’ultima settimana di gennaio 2015) e da 5 a 14 anni (incidenza massima di 28 casi per 1.000), mentre l’incidenza fra le persone con più di 65 anni ha mostrato valori bassi anche se più elevati rispetto agli anni precedenti.

E’ verosimile che l’incidenza più elevata registrata nella stagione passata sia riconducibile alla minore adesione alla vaccinazione da parte della popolazione anziana e a rischio, associata alla comparsa di un virus modificato».

Tra le persone che dovrebbero avere una massima copertura vaccinale ci sono gli operatori sanitari chiamati ad occuparsi dei malati ed a stare a contatto in generale con molte persone.

«Ma si stima che nell’ultima campagna vaccinale sia stata raggiunta una copertura del personale sanitario inferiore al 15%, la più bassa degli ultimi 10 anni».

La vaccinazione viene raccomandata anche per categorie di soggetti che pur non facenti parte di gruppi a rischio, sono comunque strategici per il paese in quanto addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo come forze dell’ordine e protezione civile, donatori di sangue, personale degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e dell’obbligo, personale dei trasporti pubblici, delle poste e delle comunicazioni, volontari dei servizi sanitari di emergenza e dipendenti della pubblica amministrazione che svolgono servizi essenziali.

Le dosi di vaccino previste per la campagna 2015-2016 ammontano a Cesena a 33.890 dosi, a Forlì 36.110: circa il 10% rispetto alla stagione precedente.

La campagna di vaccinazione avrà inizio lunedì (ad eccezione di Cesena dove come detto partirà dopo, a causa di un ritardo nella consegna del vaccino) e terminerà a fine dicembre.

Ecco gli orari di apertura ed i numeri telefonici degli ambulatori vaccinali dei servizi igiene Pubblica dove viene eseguita la vaccinazione anti influenzale.

Ambito di Cesena. Piazza A. Magnani 146, tel. 0547-352416 martedì e giovedì 8,30-12,30; Savignano sul Rubicone, via Fratelli Bandiera 15, tel. 0541-801841 lunedì e giovedì 8,30-12; Cesenatico, Largo S. Giacomo 15, tel. 0547-81388 2° e 4° venerdì del mese 8,30-12; Gambettola, Via Viole 35, tel. 0547-394713 1° e 3° venerdì del mese 8,30-12; San Piero in Bagno ospedale Angioloni, tel. 0543-904111, 2° e 4° mercoledì del mese 9-12,30; Mercato Saraceno, ospedale Cappelli 1° e 3° mercoledì del mese 8,30-11; Sarsina Via Martiri d’Ungheria 2, tel. 0547-94404, 1° venerdì del mese 8,30-10; Roncofreddo, via Comandini 21, tel. 0541-949281 2° venerdì del mese 9-10; Sogliano, via Cavour 23, tel. 0541-948147 3° venerdì del mese 9-11.

Ambito di Forlì. Via della Rocca 19 Tel. 0543 733564 - 733569 lunedì, mercoledì, venerdì, giovedì 8-11 e 14-15.30; Forlimpopoli via Duca D’Aosta, 33 Tel. 0543 733564 - 733569 19 novembre, 10 e 17 dicembre 9-11; Santa Sofia via Forese Tel. 0543 733564 - 733569 12 novembre e 3 dicembre 9-11; Meldola Strada San Colombano, 1 Tel. 0543 733564 - 733569, 17 novembre, 22 dicembre 9-11; Modigliana Piazza Oberdan, 6/A Tel. 0543 733564 - 733569 10 e 24 novembre, 15 dicembre 9-11; Predappio via Trieste, 4 Tel. 0543 733564 - 733569 1 e 29 dicembre 9-11.

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