VELA

05/11/2018 - 09:36

di CARLOTTA MANZI

Il settimo sigillo di Jacopo Pasini campione italiano di match race

Gli atleti del Circolo Velico Ravennate trionfano a Marina di Scarlino. Un gruppo affiatato

Il settimo sigillo di Jacopo Pasini campione italiano di match race

RAVENNA. In uno degli ultimi weekend “estivi” di ottobre, Jacopo Pasini ha vinto il Campionato italiano Open Match Race a Marina di Scarlino. Per il romagnolo di Ravenna si tratta del settimo titolo che lo consacra tra i dominatori della categoria: nell’albo d’oro, dal 2006, il suo nome compare per ben 7 volte. Con lui in questa avventura il fratello Federico, Michele Mazzotti e Manuele Pasotti, tutti e 4 rappresentanti del Circolo Velico Ravennate. «Sono contento di questa vittoria, anche perché eravamo tutti dello stesso circolo, alcuni sono con me dal primo titolo - sottolinea Pasini – siamo stati fortunati con il tempo meteorologico, sono stati tre bei giorni, in tutto eravamo 8 equipaggi, abbiamo vinto il round robin, poi le semifinali, quindi le finali, è stato bello vincerlo noi quattro».

Il tipo di regata

Il Match Race è un tipo di regata che avviene tra due monoscafi monotipo ovvero imbarcazioni assolutamente identiche, in una sfida uno contro uno e non con modalità di regata di flotta. Da quando ha vinto il suo primo campionato le cose sono un po’ cambiate. «Devo ammettere che, senza togliere niente ai nostri avversari, negli anni il valore di questo campionato è crollato – afferma Pasini -. Fino a che l’America’s Cup ha adottato questa modalità, erano tutti interessati a sfruttare queste gare anche come allenamento. Pre crisi, quando la Coppa America era a Valencia nel 2007, ogni team portava due barche, e per 20 squadre presenti c’erano 40 imbarcazioni. Da quando l’America’s Cup ha abbandonato il monoscafo, anche se adesso tornerà, ma soprattutto da quando ha abbracciato la tecnologia con il foil, il valore delle competizioni è proporzionalmente calato. A Trapani nel 2008 vincemmo contro Francesco Bruni di Luca Rossa, adesso non ci sono più avversari di questo calibro ma non ci facciamo abbattere. Abbiamo partecipato anche nell’ottica di essere d’esempio per i più giovani perché oltre a fare regate, organizziamo al Circolo eventi di Match Race come il Tom 28, partecipare era fondamentale anche per questo perché speriamo che il nostro mondo si rilanci».

Il lavoro nel volley

Jacopo, per lavoro si occupa di un altro sport, o meglio, di una squadra sportiva ai vertici nazionali: la Consar, il team di volley maschile di Ravenna che milita nel massimo campionato di A1 «Una volta l’attività di Match Race era full time, adesso le cose sono un po’ diverse, ci troviamo per questo tipo di occasioni. Ora sono un dirigente sportivo, la vela e la pallavolo si conciliano piuttosto bene, la prima è più estiva mentre la seconda è più invernale. Vivo nel mondo dello sport da sempre, ci sono dentro e mi piace».

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