ITALIANI DI SUCCESSO

09/10/2017 - 10:52

di PIETRO CARICATO

Un cesenate al vertice di Beneteau, il leader mondiale della nautica

Il 40enne Gianguido Girotti nominato direttore generale: «Per me più che un lavoro è una passione»

Un cesenate al vertice di Beneteau, il leader mondiale della nautica

Girotti all'epoca in cui lavorava in Italia

Dal liceo Augusto Righi di Cesena al vertice mondiale della nautica da diporto. Il romagnolo Gianguido Girotti, 40 anni, a fine settembre è stato nominato (insieme all’italiano Luca Brancaleon) general manager del marchio Beneteau, il più grande produttore di barche a vela nel mondo, un universo che come gruppo produce anche scafi a motore e fattura un miliardo di euro e 200 milioni di euro l’anno con settemila dipendenti.

Ingegneria navale

Girotti, dopo lo scientifico, ha studiato ingegneria navale a Southampton (Regno Unito) e da qui ha iniziato la sua carriera, prima nello studio del grande progettista argentino German Frers, dove è rimasto per quattro anni prendendo anche parte alla realizzazione di una barca impegnata nell’America’s Cup (la svedese Victory), poi ai cantieri Del Pardo di Forlì, quindi alla Dufour Yacht e infine alla Beneteau.

Nato e cresciuto in una famiglia di appassionati velisti (il nonno, ingegnere idraulico, negli Anni Sessanta progettò e costruì una barca a vela in legno di 32 piedi), sin da piccolo ha regatato sulle derive per poi approdare a manifestazioni importanti come la Giraglia o il Fastnet.

«In realtà per me si tratta di una vera e propria passione», confessa. «Sono nato con l’amore per le barche e anche adesso, che ho poco tempo, non faccio più le regate ma appena posso mi concedo delle crociere in famiglia».

La fiducia dei francesi

Girotti e Brancaleon prendono il posto di Carla Demaria, piemontese, passata di recente alla guida di Ucina, la Confindustria italiana della nautica. Non deve essere stato facile per un’azienda francese con una storia iniziata nel 1884 affidarsi di nuovo agli italiani.

«Certo non è facile, sono cose che ti devi meritare e c'è un grande lavoro dietro», spiega Gianguido. «Ottieni una carica del genere solo se hai dimostrato il tuo valore sul campo. Io ho avuto tanti maestri, da Frers alla Del Pardo. Da italiano devi immergerti nella loro cultura mantenendo comunque i tuoi valori. È così che abbiamo riscosso la fiducia degli azionisti».

Lavoro di squadra

Certo, il lavoro in Beneteau è molto diverso rispetto a quello nelle aziende più piccole del settore come lo sono molte italiane. «Sono quasi quattro anni che vivo in Francia. Ho imparato il rigore industriale, il rispetto per l'organizzazione e le gerarchie e soprattutto l'importanza del lavoro di squadra. Quando una realtà così strutturata funziona bene si produce un effetto esplosivo positivo. E' per questo che otteniamo certi risultati. E' per questo che abbiamo ben 52 progetti in gamma».

Diverso il modo di lavorare ma diverso anche il contesto in cui si vive, cioè la zona di Nantes. «Della Romagna», ammette Girotti, «mi mancano soprattutto le colline. In dieci minuti sei in un posto fantastico a mangiare le tagliatelle. Qui il paesaggio è piatto e la cucina non è così tipica. Mia moglie, che è di Cesena come me, quando torno a casa e mi fa trovare la piadina sa di farmi felice».

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