Violata in tivù la vita privata di Sarti. Solidarietà alla deputata di Rimini

Gio 14 Marzo 2019
Redazione Web


RIMINI. Piove sul bagnato per l’onorevole Giulia Sarti: in attesa del giudizio dei probiviri sull’eventuale espulsione dal Movimento 5Stelle per la vicenda delle mancate restituzioni, non passa giorno senza che debba affrontare, senza avere commesso alcun reato, un nuovo polverone. L’annunciato servizio delle “Iene”, misteriosamente saltato una prima volta, è andato in onda martedì sera. Resta il giallo sul “taglio” di un minuto, rivelato dal sito Dagospia, e con quello i sospetti dell’esistenza di una “manina”.

Nell’intervista l’ex fidanzato e collaboratore, Andrea Bogdan Tibusche, allude al fatto che alcuni fondi non restituiti da Sarti sarebbero stati utilizzati per installare un sistema di videosorveglianza in casa, e incalzato dall’intervistatore Filippo Roma, non smentisce la possibile esistenza di riprese intime. Lo sconfinamento nella vita privata da parte della trasmissione Mediaset e perfino alcuni commenti espressi nel corso del programma “Otto e mezzo” su La7 hanno suscitato un’ondata di indignazione e di conseguenza di solidarietà umana nei confronti della riminese.

È arrivato anche il monito del Garante per la privacy, che invita i media a non pubblicare immagini private di Sarti dopo che si è parlato della diffusione nelle chat di un filmino che la riguarda. In realtà si tratterebbe di un falso, mentre è vero che hanno ripreso a circolare su whatsapp le vecchie foto rubate da un hacker dalla mail della deputata nel 2013. Tibusche, che è informatico e fu ingaggiato dalla Sarti proprio per cancellare dalla Rete quegli scatti, minaccia querele per chiunque accosti il suo nome alla rinnovata diffusione delle immagini. «Io non c’entro, se qualcuno si permette di affiancare il mio nome a questo schifo, lo denuncio. È praticamente impossibile fare sparire tutto dal web, ma io non provo rancore per Giulia e non farei mai una cosa simile. Nessuno merita una gogna simile».

L’avvocato Mario Scarpa ribadisce che il suo cliente non è in possesso di niente di compromettente: «Si tratta di questioni che non rientravano nel procedimento, agli atti non esiste un solo accenno a filmati e foto». Le “Iene” hanno registrato l’intervista nel suo studio: «Hanno parlato più di due ore, e lui si è concentrato sulla vicenda giudiziaria, ma alla fine il servizio si è soffermato su questioni affrontate solo incidentalmente e sulle quale ad alludere, semmai, era l’intervistatore». Le insinuazioni su foto, video e incontri della deputata hanno indignato rappresentanti di ogni parte politica che hanno espresso la loro solidarietà personale in Parlamento, ma anche sui social, chi ha visto nell’attacco, sicuramente infame, anche una qualificazione “sessista”.

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