Crollo diga a San Bartolo, la vittima aveva già fatto “condannare” i progettisti

RAVENNA. Tre degli indagati per il crollo della diga sul fiume Ronco avevano già ricevuto a inizio anno un decreto penale di condanna con un’ammenda da 780 euro ciascuno. Erano stati accusati di avere eseguito – secondo la Procura – lavori difformi rispetto al progetto e all’autorizzazione per realizzare la centrale idroelettrica in prossimità del ponte lungo la Ravegnana; lo stesso in cui lo scorso 25 ottobre ha perso la vita il tecnico della protezione civile Danilo Zavatta. Che, ironia del destino, fu proprio lo stesso a sollevare dubbi nel corso di un accertamento del novembre 2016.

Convinti della regolarità del loro operato, prima ancora che si verificasse il crollo di un mese e mezzo fa in cui il tecnico 52enne perse la vita, si erano opposti scegliendo di dimostrare la loro innocenza affidando al giudice una valutazione nel merito. Così per i due tecnici dell’azienda forlivese Gipco, Daniele Tumidei, legale rappresentante di 58 anni, Angelo Sampieri, progettista 75enne, ed Elisa Casanova, la 31enne cesenate legale rappresentante dell’omonima ditta di Bertinoro che aveva eseguito i lavori, si è aperto ieri il dibattimento di fronte al giudice monocratico Andrea Chibelli. 

Tutti i particolari nell’articolo del Corriere Romagna in edicola.

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