Lugo, neonato morto 9 giorni dopo il parto per itterizia, tre medici a processo

Ven 16 Novembre 2018
Federico Spadoni


LUGO. Il colorito del neonato era diventato giallo verdastro, dopo che gli esami avevano dato valori tali da richiedere attenzioni particolari. Poi c’erano stati gli episodi di vomito. E alla fine il cuore del piccolo aveva smesso di battere nove giorni appena dopo il parto, nonostante il disperato tentativo di rianimazione e il trasferimento dall’ospedale di Lugo a quello di Ravenna.

Un decesso che la Procura ha attribuito alla condotta di tre medici dell’ “Umberto I”, per i quali, ieri, il giudice per l’udienza preliminare Corrado Schiaretti ha aggiornato il processo al 13 dicembre, nominando il perito del tribunale per l’incidente probatorio.

Le accuse

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato ai tre dottori del reparto, due pediatri di 64 e 36 anni e il 55enne medico di guardia (difesi dagli avvocati Ermanno Cicognani e Carlo Alberto Baruzzi), alla luce degli accertamenti partiti dopo il decesso avvenuto nel nosocomio ravennate il 18 gennaio del 2015.
Secondo il capo d’imputazione - che vede tutti e tre gli imputati accusati di omicidio colposo -, i campanelli d’allarme potevano essere colti già dai giorni successivi al parto, attivando subito i trattamenti raccomandati dalla Società Italiana di Neonatologia nei casi di iperbilirubina neonatale, a partire dal livello eccessivo di bilirubina (il pigmento che determina l’ittero) riscontrato negli esami del sangue già l’11 gennaio e lievitati tre giorni dopo. Nonostante ciò, i due medici che avevano effettuato le visite nelle ore successive non avevano prescritto ulteriori esami, disponendo il trasferimento del neonato nel reparto in cui era ricoverata la madre senza informare i colleghi di ostetrica e ginecologia. Per la Procura - rappresentata ieri dal pm Lucrezia Ciriello - sarebbe invece stato necessario ripetere le indagini ematochimiche e indicare una specifica sorveglianza.

Il decesso

Nel frattempo le condizioni del bimbo erano degenerate.

Due gli episodi di vomito registrati dall’infermiere di turno il 17 gennaio, associati a un colorito della pelle tipico dell’ittero neonatale e comunicati tempestivamente al medico di guardia. Quest’ultima però, stando all’accusa, aveva tardato a intervenire, disponendo prima il trasferimento all’isola neonatale, e solo un’ora e mezzo dopo il ricovero d’urgenza in terapia intensiva neonatale all’ospedale di Ravenna. A quel punto per il piccolo era troppo tardi. Le sue speranze si sono spente con un arresto cardiaco avvenuto l’indomani, alle 5 di mattina.

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