Corsa contro il tempo per riaprire il Grand hotel. «Aspettiamo i permessi»

Gio 19 Luglio 2018 | Redazione Web


Corsa contro il tempo per riaprire il Grand hotel. «Aspettiamo i permessi»

Tue 20 August 2019 | Redazione Web

CERVIA. «Noi siamo pronti a partire, mancano solo i permessi». Il nuovo proprietario del Grand hotel, Nicola Pari, ha fretta. Dopo essersi aggiudicato lo storico albergo per 3 milioni e 373 mila euro, il già titolare dell’hotel Nettuno pensa a quello che potrebbe diventare la ora fatiscente struttura del lungomare. «Ho fatto di tutto per prenderlo - premette -, anche pagandolo di più. Ci lavoravo da 4 anni perché era il sogno di mio padre e adesso, insieme al mio socio, siamo pronti ad investire ancora.

Realizzeremo un complesso utile a tutta la città, che ovviamente resterà nell’ambito del turismo, ma con un’ottica diversa. Sarà infatti una struttura polivalente, con uno schema di servizio diverso rispetto a quello tradizionale. In poche parole, diventerà la casa dei cervesi».

Adesso però inizia il difficile, perché l’immobile versa in uno stato precario, dopo una chiusura di due anni. Le camere sono praticamente da rifare, ma anche l’aspetto esterno denuncia tutto il suo degrado. Il Comune aveva dichiarato decadute le concessioni demaniali della terrazza e della spiaggia, assumendo direttamente la cura di questo bene, in attesa che subentrasse un nuovo proprietario.

La preoccupazione era che il Gh potesse diventare una cattedrale nel deserto, specialmente dopo la precedente gara che, con base d’asta di 2,5 milioni, era andata deserta. Proprio per questo la cifra di partenza era stata abbassata a 1,8 milioni, ma poi si è scatenata una gara tutta in chiave cervese, con la cordata di Ercole Massari. «La nostra cordata è composta unicamente dal sottoscritto e da un altro socio – chiarisce Pari -, che però non vuole apparire, almeno per il momento. Lui è già un personaggio, non ha bisogno di mettersi in mostra. Noi però stiamo già correndo, per superare i problemi burocratici e riaprire l’albergo al più presto. Forse fra un mese ne sapremo qualcosa di più, sui tempi necessari.

Speriamo che il Comune ci venga incontro».

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