Albertazzi rilancia la corsa a sindaco, Insieme per Dozza raccoglie la sfida

Dom 10 Marzo 2019 | Redazione Web


DOZZA. Tutti contro Luca Albertazzi. Luca Albertazzi contro tutti. Sono i due lati anche fisicamente opposti di piazza Libertà a Toscanella a ospitare le primissime schermaglie della campagna elettorale per le elezioni amministrative di Dozza. In campo, “Progetto Dozza” e il primo cittadino uscente, pronto già dalla fine del mese scorso per presentare la propria ricandidatura alle 11 di ieri, e la lista civica “Insieme per Dozza”, che cinque giorni più tardi ha deciso di fissare un incontro pubblico un’ora prima.

Insieme per Dozza

Sui candidati a sindaco e a consiglieri comunali, però, “Insieme per Dozza” non ha ancora niente da svelare, nonostante qualche cittadino sia venuto appositamente per ascoltare dei nomi e avere la possibilità di approfondire la loro conoscenza nel corso dei prossimi due mesi.

«Non è questo il momento», risponde Leonardo Vanni, presidente della Dozzese, uno fra i tre rappresentanti della lista che ieri hanno incontrato i cittadini. «Un’idea di base ce l’abbiamo già, ma c’è tempo per parlarne».

«C’è sicuramente già un’ipotesi su quale può essere la persona candidata sindaco, però non è oggi il momento per presentarlo», aveva già anticipato Tiziano Sassatelli, segretario della Pro loco. «Così come una lista numerosa di quelli che possono essere i candidati consiglieri, ma l’obiettivo di oggi è di gettare le basi».

Anche sull’ampiezza di questa base, però, non c’è ancora chiarezza: «Non vogliamo bandiere politiche, non ne abbiamo bisogno. In lista non ci sarà nessun politico», assicura Vanni. Ma presentando la lista pochi minuti prima aveva dichiarato: «Siamo un gruppo di persone che non ha nulla a che fare con la politica, ma che vuole aggregare insieme tutta la collettività, e quindi anche chi viene rappresentato da delle liste politiche».

Inoltre, proprio a conclusione dell’incontro arrivano già due endorsement pubblici che tutto sono tranne che civici: «Ci sono le condizioni perché il Partito democratico ci possa stare», commenta Ennio Scheda, segretario del Pd dozzese, che ha già incontrato Vanni.

«Se potremo, daremo un contributo all’appoggio di questa lista, senza nessun tipo di ruolo di rappresentatività», gli fa eco Antonio Borghi, ex primo cittadino e coordinatore di Articolo 1-Mdp per il circondario imolese.

Progetto Dozza

«La nostra volontà è tutto fuorché un’improvvisazione. I risultati sono evidenti e incontestabili, sotto gli occhi di tutti», esordisce Albertazzi. «Con il buonsenso e la capacità operativa che si costruiscono solo con il tempo siamo arrivati ad alimentare un’esperienza che è tutto fuorché effimera».

Chi siano i destinatari di queste parole è evidente.

«Adesso vediamo e vedremo improvvisazioni di ogni tipo», aggiunge il sindaco, «calate dall’alto, manovrate, magari da chi ha perso la propria poltrona e ha perso la propria posizione qualche anno fa e che adesso, stando nell’ombra, organizza e propone cose che apparirebbero come nuove ma sanno molto, molto, di vecchio».

Perché «la politica è una cosa seria», continua Albertazzi. «Non ci si improvvisa politici da un giorno all’altro.

La serietà applicata alla politica è quello che abbiamo fatto dal primo giorno. Ci vuole tempo, ci vuole passione. Non si improvvisano le proposte in due mesi. Bisogna sapere di cosa si parla».

Guardando, poi, al futuro, davanti a una platea in cui siede anche il vicecommissario provinciale di Forza Italia con delega al circondario imolese Nicolas Vacchi, «abbiamo la consapevolezza di dover finire un lavoro fondamentale e importante», spiega le motivazioni della sua ricandidatura il primo cittadino uscente. «Le promesse che noi faremo non sono promesse, sono cose già certe che verranno realizzate, perché lavorando seriamente si costruisce il futuro con una prospettiva medio-lunga. Al di là di chi amministrerà, queste cose (rinnovamento delle scuole e dell’impiantistica sportiva, miglioramento della infrastrutture e della viabilità, ndr) arriveranno perché sono già state decise e finanziate, e quindi realizzabili».

E rivendica: «Dozza ha recuperato un protagonismo in politica che è da tanti anni che non c’era», conclude Albertazzi.

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