Carichi e orari in chirurgia, esposto della Fials contro l’Ausl di Imola

IMOLA. Segnalazione alla Direzione territoriale del lavoro del capoluogo, con richiesta di accertamento e di sanzionamento dell’Azienda Usl. La Fials interviene a gamba tesa sulla situazione degli operatori dell’Unità operativa di Chirurgia generale dell’ospedale “Santa Maria della Scaletta”.

Le presunte violazioni

Scendendo dei particolari, «gli operatori lamentano un carico di lavoro eccessivo (potenziali violazioni del Dlg 81/2008)», spiega Alfredo Sepe, segretario provinciale della Fials, in una lettera inviata al capo dell’Ispettorato territoriale Alessandro Millo, «una turnazione in cui viene programmato il lavoro straordinario (violazione dell’articolo 34 del Ccnl 7.4.99 ora art. 31 del Ccnl 21.5.2018), rientri sul giorno di riposo, difficoltà a usufruire di ferie e permessi, operatori adibiti a mansioni diverse rispetto al profilo professionale di appartenenza e violazioni della normativa sull’orario di lavoro (L. 66/2003)».

Insomma, spiega Sepe, «siamo seriamente preoccupati per la qualità delle prestazioni assistenziali a favore della cittadinanza». E ancora di più «vista la rilevanza strategica della dell’Unità operativa su tutta l’area metropolitana».

Gli orari di lavoro

Ma sul versante degli orari di lavoro non finisce qua: «La presente segnalazione ha un respiro ben più ampio», è l’affondo del segretario provinciale della Fials, perché «si evincono chiaramente le violazioni dell’Azienda usl di Imola sul tema orario di lavoro perpetrate a danno di tutto il personale».

Due esempi su tutti? «L’orario di lavoro è generalmente di 40 ore settimanali secondo i contratti collettivi di lavoro, ma per legge il superamento della media di 48 ore settimanali porta alla sanzione», spiega Sepe, «così come il mancato riposo giornaliero di 11 ore nell’arco di 24 ore per il lavoratore o il mancato riposo settimanale di 24 ore ogni 7 giorni».

Dal 2016 in avanti, le segnalazioni del sindacato autonomo spaziano dal dipartimento amministrativo e tecnico (centralini/portinerie) alla direzione medica e infermieristica di presidio (per esempio la camera mortuaria e la centrale operativa trasporti interni), dal dipartimento medico-oncologico (gastroenterologia, geriatria lungodegenze, nefrologia e analisi, medicina A e B, pediatria) al dipartimento Emergenza-Accettazione (anestesia, cardiologia, medicina d’urgenza, Pronto soccorso e radiologia), dal dipartimento Cure primarie al dipartimento Salute mentale, al dipartimento di Sanità pubblica. L.B.

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