A Faenza torna il Momevi e arriva l’annuncio: ecco i vitigni resistenti a peronospera e oidio

Dom 24 Marzo 2019 | Redazione Web


A Faenza torna il Momevi e arriva l’annuncio: ecco i vitigni resistenti a peronospera e oidio

Tue 17 September 2019 | Redazione Web

FAENZA. Faenza per tre giorni diventa riferimento italiano per l’agricoltura e le novità del settore vitivinicolo. In Fiera dal 22 al 24 marzo si terranno l’82ª edizione della Mostra Agricoltura Faenza (Maf) e la 43ª di MoMeVi (Mostra meccanizzazione vitivinicoltura). L’area occupata in fiera sarà di 28mila metri quadrati in tre padiglioni, più tutta l’area esterna.

E al Momevi sarà data la notizia che tanti viticoltori aspettavano: varietà tolleranti o resistenti a peronospora e oidio testate nel vigneto sperimentale gestito dal Crpv. Si terrà un convegno specifico venerdì 22 marzo dalle 15.30.

Il vigneto è sorto tre anni fa grazie al finanziamento di quattro importanti gruppi cooperativi dell’Emilia Romagna: Riunite&CIV, Terre Cevico, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro. Obiettivo: testare attraverso un rigoroso protocollo sperimentale l’idoneità alla coltivazione sul territorio regionale dei vitigni resistenti recentemente iscritti al Registro Nazionale delle Varietà di Vite costituite da Università di Udine e Vcr, Istituto di ricerca di Friburgo, Istituto di San Michele all’Adige.

Saranno presentati i dati delle caratteristiche agronomiche ed enologiche nonché i rilievi fitopatologici svolti per valutare l’effettiva resistenza-tolleranza alle principali malattie fungine di quei vitigni resistenti attualmente autorizzati alla coltivazione solo in alcune regioni d’Italia (Friuli, Trentino, Veneto), con evidenti vantaggi competitivi a scapito dei produttori delle altre regioni. Grazie a questa sperimentazione, anche i viticoltori della Regione Emilia Romagna avranno la possibilità di scegliere se coltivare o meno queste varietà.

Inoltre sarà reso noto il Programma di miglioramento genetico della vite finalizzato alla costituzione di varietà resistenti “autoctone” quali Trebbiano romagnolo, Sangiovese, Albana, Grechetto gentile (Pignoletto), Lambrusco Salamino, Lambrusco Grasparossa, Lambrusco di Sorbara e Ancellotta.

Un progetto finanziato e voluto dai produttori che si riconoscono nelle più importanti strutture cooperative della regione (Riunite&CIV, Terre Cevico, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro). E saranno proprio i presidenti delle quattro importanti realtà a parlarne in una tavola rotonda (sempre venerdì 22 marzo nel pomeriggio) che vedrà gli interventi di Marco Nannetti (Presidente Terre Cevico), Claudio Biondi (Vice Presidente Cantine Riunite &Civ), Roberto Baccarani (Presidente Cantina Sociale San Martino in Rio), Carlo Dalmonte (Presidente Caviro). Al convegno, infine, oltre a esperti e tecnici di valenza nazionale, sarà presente l’assessore regionale alle politiche agricole Simona Caselli che farà le conclusioni della giornata. Torna anche un appuntamento molto atteso, quello organizzato da Ararer (Associazione Regionale Allevatori Emilia Romagna), che organizza la quinta mostra zootecnica di bovini, suini, cavalli, asini, ovini, pollame e conigli. Saranno presenti 17 espositori con oltre 100 capi, tutti iscritti ai Libri Genealogici o ai Registri Anagrafici, e che quindi rappresentano il meglio le caratteristiche delle razze esposte.

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