Confetture e birra dai Marroni bio essiccati a freddo a Castel Del Rio

Sab 10 Novembre 2018
Redazione Web


CASTEL DEL RIO. Autunno, tempo di castagne. E a Castel del Rio, sull’Appennino a 25 km da Imola, vi è un’azienda specializzata nel produrre il famoso Marrone non in regime tradizionale, ma con certificazione biologica. Tanto che lo scorso mese di settembre alla fiera internazionale Sana la società ha avuto numerosi contatti. 

All’azienda “Il Regno del Marrone” vengono coltivati oltre 50 ettari di prodotto bio che forniscono un reddito soddisfacente, soprattutto grazie alla differenziazione della produzione. Ciò significa non solo vendere il prodotto fresco selezionato, ma anche quello essiccato a freddo, quello trasformato in farine, confettura, cioccolato o birra.

«La maggior parte della produzione di marroni – spiega la contitolare Monia Rontini – viene venduta fresca dopo la calibrazione effettuata tramite un cilindro con fori di diverso diametro. Una selezione molto semplice ma efficace. La vendita dei marroni freschi è partita ai primi giorni di ottobre, dopo il lavaggio in acqua di sorgente e la calibrazione e si protrae fino a dicembre. Per lo più, si tratta di sacchi da 5 chilogrammi.

Per poter aumentare il reddito e dare valore aggiunto al marroni, abbiamo deciso di differenziarci». 

La confettura di marroni bio viene preparata al rhum o al cioccolato, mentre l’ultima frontiera è la Marronbirra, una birra cruda, non filtrata, la cui percentuale di estratto di marroni è del 20%. La principale peculiarità dell’azienda sta nel marrone essiccato a freddo: la temperatura non supera mai i 40 °C e, infatti, l’essiccazione dura circa 45 giorni. Per fare un paragone, l’essiccazione di tipo industriale con aria calda forzata e a temperatura maggiore dura solo tre giorni, «ma così facendo si perdono molte caratteristiche nutritive e organolettiche. Invece, essiccando lentamente – conclude – i marroni non perdono nutrienti e mantengono inalterati i sapori.

Per produrre aria calda, bruciamo in essiccatoio la legna residua di potatura dei nostri castagni, così da realizzare un ciclo chiuso». Cris. Rici.

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