Forte crescita per l’industria ma l’occupazione perde altri posti

BOLOGNA. Prosegue la ripresa in Emilia-Romagna, segnala Unioncamere con riferimento all’industria in senso stretto nel terzo trimestre 2017. Anche se l’occupazione cala (-2,2%), in controtendenza rispetto alla media nazionale, il settore a livello regionale aumenta del 3,1% rispetto allo stesso trimestre del 2016 e il fatturato a valori correnti cresce del 3,5%. Entrambi i parametri confermano, sostanzialmente, il risultato del trimestre precedente, mentre il fatturato estero sale del 4,1%. E la prospettiva appare incoraggiante, emerge dagli studi camerali in collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna e Intesa San Paolo, «considerando il processo di acquisizione degli ordini (+3,4%) e ancor più l’andamento degli ordini esteri (+4,7%)». La fase spansiva dura ormai dal primo trimestre 2015.

Cala il numero delle imprese

Le imprese attive a fine settembre risultano 45.268, con una “pesante diminuzione” per Unioncamere, pari a 812 imprese (-1,8%), rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Analizzando i singoli settori, il quadro non è omogeneo: l’industria della metallurgia e delle lavorazioni metalliche, che comprende larghi strati della subfornitura meccanica, registra una nuova accelerazione della crescita della produzione (+3,7%), un più solido andamento per il fatturato, complessivo (+4,7%) e ancora più estero, una buona crescita degli ordini totali (+4,7%) solo leggermente più contenuta di quelli esteri. L’aggregato delle industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto mette a segno così il più elevato balzo della produzione (+4,8%). La dinamica del fatturato è leggermente superiore nel complesso e soprattutto sui mercati esteri (+5,7%). L’andamento degli ordini è più contenuto nel complesso, ma risulta particolarmente rapido sui mercati esteri (+5,8%). La produzione dell’industria alimentare procede in senso positivo (+3,2%), il fatturato sale del 2,8% e quello estero del +4,3%, più contenuto l’andamento degli ordini complessivi. Ancora, per la piccola industria del legno e del mobile la produzione mostra invece solo un lieve incremento (+0,4%) mentre sale appena la produzione delle industrie della moda (+0,6%).

Essere “grandi” aiuta

L’andamento della produzione è correlato in senso positivo alla dimensione aziendale: cresce dell’1,6% per le imprese di minore dimensione, fino a 10 dipendenti, e del 2,7% per le piccole (10-49 dipendenti), mentre aumenta decisamente (+4,9%) per le medie e grandi imprese (da 50 a 500 dipendenti).

Meno lavoratori

Venendo all’occupazione, secondo l’Istat nel terzo trimestre l’occupazione nell’industria regionale risulta pari a quasi 524.000 unità, in diminuzione del 2,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e pari ad una perdita di quasi 12.000 occupati: si tratta di una riduzione in controtendenza rispetto al lieve aumento (+0,2%) dell’industria nazionale. Le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni (ordinaria, straordinaria e in deroga) sono risultate quasi 18.416.000, pressoché dimezzatesi (-48,2%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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