Cesena piange Tomaso Grassi, il re dell’ippica italiana

CESENA. È venuto improvvisamente a mancare ieri Tomaso Grassi, una figura che rimarrà per sempre indissolubilmente legata al mondo dei cavalli. Non solo per quello che ha saputo fare nella sua città, regalando stagioni d’oro all’Ippodromo del Savio, ma per come era riuscito a diventare un punto di riferimento dell’intero settore nazionale. Insomma, forse è riduttivo definirlo un protagonista dell’ippica: lui era l’ippica italiana.

Ma Grassi ha avuto anche importanti responsabilità, con molte più amarezze, alla guida della Cassa di Risparmio di Cesena: è stato lui l’ultimo presidente della banca nella sua storia autonoma, prima che si mettesse in moto dall’esterno il Fondo interbancario per scongiurare il crac.

Aveva 80 anni e gli sono stati fatali i postumi di un incidente stradale sulla A14, che lo aveva visto coinvolto tre settimane fa, dalle parti di Imola. Le sue condizioni sembravano in miglioramento, tanto che era uscito dal coma e i suoi cari erano riusciti a parlargli. Invece, a quanto pare, a stroncarlo dopo il trasferimento dall’ospedale imolese al Bufalini è stato un improvviso infarto intestinale.

Una vita per i cavalli

Ingegnere, Tomaso Grassi era figlio di Riccardo, da cui aveva ereditato fin da ragazzo la passione dei cavalli, che poi non lo ha abbandonato, e ha saputo sviluppare il lavoro ottimamente impostato dal padre, che fu l’artefice dell’apertura dell’ippodromo cesenate, il 6 gennaio 1922.

Dal 1975 Tomaso Grassi subentrò alla presidenza della mitica Società cesenate corse al trotto, e attraverso la finanziaria “Yppos” acquisì quote societarie nella gestione degli ippodromi di Roma Capannelle, Torino Tesio e Torino Stupinigi.

Più di recente è iniziata l’era della Spa “Hippogroup”, di cui ha impugnato saldamente le redini, diversificando l’attività. E così hanno preso forma l’Hippobingo, guidato dal figlio Riccardo, molto noto anche come appassionato tifoso del Cesena Calcio, mentre la figlia Simona ha assunto un ruolo fondamentale nella conduzione del Club ippodromo, con il suo circolo tennis e la piscina. A completare la famiglia Grassi c’è la moglie Alba Baldoni.

La guida amara della Carisp

Per quel che riguarda l’impegno nella Carisp, ne fu amministratore fin dal 1992 (e in precedenza, dal 1988 al 1990 era stato anche consigliere della Banca Popolare di Cesena) e nel maggio 2014 subentrò a Germano Lucchi come presidente. Fu il canto del cigno dell’istituto di credito, perché nel febbraio 2016 dovette farsi da parte, sostituito da Catia Tomasetti, chiamata a scongiurare il fallimento attraverso una ricapitalizzazione del Fondo interbancario, fino ad arrivare al recente epilogo dell’acquisizione da parte di Crédit Agricole.

Il cordoglio

Ieri, alla notizia della morte, al messaggio di cordoglio dei collaboratori di “Hippogroup” si è aggiunto quello del sindaco, che ha ricordato che «per lui Cesena era il centro del mondo», come gli ha detto a caldo un amico del compianto manager. E soprattutto attraverso l’ippodromo – ha evidenziato Paolo Lucchi – alla sua città ha dato tanto, promuovendone l’immagine in tutta Italia.

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