“Muropia”, il museo a cielo aperto di Rimini

I riminesi più attenti si saranno accorti percorrendo la via Marecchiese che all’altezza di Spadarolo campeggia un nuovo murale. Si tratta di un dono alla città di Muropia, progetto dell’associazione ArtAi di Rimini. L’idea è nata da un gruppo di amici, artisti, designer e appassionati, provenienti dal mondo dei graffiti, con l’intento di dare un volto nuovo alle periferie mediante opere artistiche murali.

Il progetto consiste in interventi su grandi pareti ad alta visibilità, in zone periferiche della città; il numero zero ha visto come location la ex scuola elementare di Spadarolo, con opere dei riminesi Burla e Mozone, mentre il numero uno ha avuto luogo lo scorso ottobre sulle pareti del mercatino Rigiro nella stessa frazione, grazie al contributo dell’artista cremonese e bolognese d’adozione Luogo Comune, prolifico illustratore e muralista.

L’intento è di creare, mediante accordi con privati, una sorta di museo a cielo aperto, fruibile a tutti, lungo le arterie principali della città (in questo caso la via Marecchiese nell’immediata periferia), per mano di artisti legati alla scena italiana e internazionale, con artwork studiati ed eseguiti ad hoc nel contesto proposto.

Per questo primo evento l’associazione ha contato sulle proprie forze, avvalendosi di un crowdfunding online sulla piattaforma produzionidalbasso, al quale hanno partecipato numerosi amici e appassionati con offerte libere dietro ricompensa.

Hanno poi garantito il successo dell’impresa alcune aziende riminesi che hanno fornito il loro prezioso contributo perorando la causa: MP Vernici come sponsor tecnico, Birgo Burger per il catering, Quick Print per l’abbigliamento, mercatino Rigiro per gli spazi concessi.

«Da qualche anno ArtAi si prefigge di organizzare eventi legati a questo tipo di progetti – spiega l’associazione – poi abbiamo rallentato a causa della pandemia, ma questa pausa ci ha permesso di riordinare le idee e trovare energia ulteriore per creare arte pubblica di livello, nonostante le tante difficoltà del periodo e comunque nel rispetto delle norme. Ora stiamo pensando ai prossimi passi, per la creazione di altri interventi artistici ed eventi collaterali nel 2022, grazie alla cessione di spazi privati già individuati, con una lista di possibili artisti, nella speranza che l’evento diventi sempre più partecipativo e articolato».

La missione, a volte utopica, ma non lucrativa, verte in definitiva a creare arte urbana gratuita “periferica” ed è aperta a ogni forma di collaborazione o sostegno.

Per informazioni: associazioneartai@gmail.com, www.artai.it

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