Mobilitazione spontanea a Cesena per la prof sospesa a Palermo

CESENA. Un gruppo di 260 insegnanti di sette scuole cesenati, dalle materne alle superiori, alzano le bandiere della libertà di pensiero e di insegnamento in difesa della docente palermitana Rosa Maria Dell’Aria. Quella sospesa per il parallelismo fatto da alcuni suoi studenti tra le discriminazioni e persecuzioni subite dagli ebrei durante il fascismo e le attuali politiche contro i migranti varate dal ministro Salvini. Ieri mattina, dopo avere inviato una lettera di solidarietà alla collega, i prof che hanno aderito all’iniziativa hanno dato lettura in classe degli articoli 21 e 33 della Costituzione, che tutelano appunto la libertà d’espressione (e di critica) e la libertà di insegnamento.

La reazione degli studenti
A quel gesto si è aggiunta nelle stesse ore la reazione di alcuni studenti del liceo “Monti”, che nella piazza davanti al Bonci hanno improvvisato una piccola ma significativa manifestazione: al termine di uno spettacolo teatrale, anche loro hanno letto due dei pilastri della Carta costituzionale, a sostegno della professoressa sospesa e dei loro coetanei palermitani. La scena si è svolta davanti a tanti giovani che stavano uscendo da una rappresentazione intitolata “Trame”, frutto di laboratori che hanno coinvolto proprio gli studenti del “Monti”, nell’ambito di un progetto in collaborazione con il carcere di Forlì.

La vicenda al centro della bufera
La mobilitazione degli insegnanti, che ha accomunato varie città in Italia in quello che è stato chiamato “Teacher Pride”, si è accesa a seguito della sospensione per 15 giorni della docente accusata di non avere vigilato su un lavoro fatto da suoi studenti: alcune slide nate da uno studio sulle persecuzioni patite dagli ebrei, in cui hanno accostato le leggi razziali fasciste del 1938 al Decreto Sicurezza voluto dal ministro Matteo Salvini.
Quel parallelismo è finito nel mirino, ma entrando nel merito dei contenuti non si può non fare notare che pochi giorni fa l’esistenza di almeno un punto di contatto tra le mostruose leggi del regime fascista e quelle odierne per bloccare gli sbarchi, pur con evidenti differenze, è stato certificato niente meno che dall’Onu. L’Alto Commissariato per i Diritti Umani ha infatti scritto a chiare lettere che i provvedimenti anti-migranti adottati dal Governo violano i diritti fondamentali, intangibili su scala internazionale, che ogni essere umano ha e non possono essere piegati da alcuna decisione politica. È un principio che la comunità internazionale recepì alla fine della seconda guerra mondiale. Il messaggio che l’Onu ha inviato al Governo italiano in questi giorni segue quella scia. E lo stesso vale per la riflessione sviluppata dai ragazzi e dalle ragazze dell’istituto industriale Vittorio Emanuele III nelle slide che hanno scatenato la bufera.

Gli insegnanti mobilitati
Alla mobilitazione nelle scuole cesenati hanno aderito 68 docenti del liceo “Monti”, 66 del liceo “Alpi”, 40 dell’Ite “Serra”, 24 dell’istituto professionale “Comandini”, 28 della scuola media “Anna Frank”, 17 della elementare delle Vigne e altrettanti della materna dello stesso quartiere.

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