Minacce di morte a Salvini alla sede di Lega Romagna

«Una provocazione? Minacce serie e credibili o uno scherzo di pessimo gusto? Certamente un messaggio inquietante, i cui contenuti saranno attentamente vagliati e gli autori dovranno essere identificati e perseguiti». Sono queste le parole con cui Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, condanna l’episodio di sfregio e insulti al leader politico dello stesso partito, consumatosi sul muro della sede della Lega Romagna a Forlì. Qui, un foglio di carta è stato affisso davanti all’entrata recante scritte inneggianti alla morte di Matteo Salvini e auguranti un epilogo simile a quello di Benito Mussolini, impiccato dai Partigiani a piazzale Loreto.

«Stiamo cercando testimoni e riprese di telecamere che portino all’identificazione di chi ha vergato tali frasi ingiuriose e minacciose – dichiara Morrone. – Non possiamo lasciar correre: il clima sociale sta diventando incandescente e non certo per nostra responsabilità. C’è chi ha soffiato sulla fiamma dell’odio, della “guerra civile perenne”, della delegittimazione dell’avversario politico trasformato in un “nemico da abbattere” e oggi è la società intera a pagarne le conseguenze. Il doppio standard usato ancora a piene mani da ambienti della sinistra potrebbe avere effetti nefasti su un sistema democratico ancora giovane dove permangono vaste aree di disagio sociale e economico».

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