Milano Marittima e i pini abbattuti. La replica del Comune: “Una zona degradata diventerà un bel parco”

Dopo le roventi polemiche sui pini abbattuti in un’area verde in Via Melozzo da Forlì a Milano Marittima, è arrivata la replica del Comune di Cervia attraverso l’assessore all’urbanistica Enrico Mazzolani: “Cervia da qualche anno è seduta al tavolo delle Green City come stakeholder. Siamo stati chiamati per aiutare a scrivere le linee guida, per il governo, sui temi di politiche ambientali.
Non siamo stati scelti a caso, ci hanno cercato perché tra i primi in Italia abbiamo approvato un piano urbanistico generale che presentava caratteristiche innovative perfettamente allineate a quelle della agenda 2030. Sostenibilità e valorizzazione ambientale, aumento della qualità urbana, riduzione del consumo di suolo, rigenerazione e interventi per la riduzione dei rischi ambientali sono tra le linee guida che abbiamo adottato nel piano approvato a fine 2018 in consiglio comunale. A novembre 2020 siamo stati anche invitati a Ecomondo, che è l’evento di ferimento in Europa per la transizione ecologica e i nuovi modelli di economia circolare e rigenerativa, a presentare insieme a Prato, Milano, Grenoble e Nizza la nostra esperienza.

Vorrei raccontare in modo semplice in cosa Cervia si è distinta e quale cambiamento drastico il governo della città attuato rispetto al vecchio piano regolatore (PRG). Per primi, rispettando la legge regionale sul consumo del suolo da oggi al 2050, abbiamo ridotto questo consumo di quasi il 57%. Questi sono dati incontrovertibili che non possono essere messi in discussione. Per completare il tessuto urbanizzato e recuperare situazioni di degrado, si sono individuate 50 schede nelle quali si è poi lasciata la possibilità di edificare, fermo restando una cessione di almeno il 50% della superficie che deve essere attrezzata a verde pubblico piuttosto che a parcheggi o percorsi di mobilità sostenibile.
Nell’area di Via Melozzo da Forlì con il vecchio piano regolatore si sarebbero potute costruire 12 unità abitative mentre con il nuovo piano (PUG) e con la cessione di 2/3 dell’area, al massimo si possono costruire solo 6 appartamenti. Nel caso specifico la proprietà ha fatto la scelta di fare solo 3 appartamenti. Riassumendo, su un’area di circa 3000 metri quadrati, 1000 sono rimasti al privato e 2000 passeranno al comune come area verde attrezzata, riconvertendo una zona abbandonata e degradata in un bel parco pubblico ordinato e fruibile da tutti, nel quale verranno inserite anche specie arboree in compensazione degli bbattimenti.”

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